Il TAR, le centrali a biomasse e Prato

La sentenza del Tar Toscana n.1071/2015 ha annullato le autorizzazioni per la realizzazione di una centrale a biomasse a Monticiano a  meno di un chilometro dalla famosa Abbazia di San Galgano.
Tale sentenza ha sancito che la L.R. Toscana del 12 febbraio 2010, n. 10 di fatto è illegittima, perché in netto contrasto con la Direttiva Comunitaria Europea del 13 dicembre 2011 n. 2011/92/UE.
Tale decisione riguarda la circostanza che la legge esclude dalla procedura di Valutazione d’Incidenza Ambientale le centrali di potenza inferiore a 1 MegaWatt, senza tener conto, come invece richiede la normativa europea, di altri fattori come la localizzazione, le caratteristiche ambientali e la densità di popolazione.
Con le stesse motivazioni in Aprile il TAR toscana aveva annullato l’autorizzazione ad una centrale Caprese Michelangelo e la Corte Costituzionale con sentenza Corte costituzionale n. 93/2013 ha ritenuto incostituzionale la legge regionale Marche n. 3/2012 in violazione della disciplina europea sulla V.I.A. che applica con maggior rigore i concetti di precauzione e tutela della salute pubblica.

Un altro aspetto da considerare è che le centrali a biomasse con potenza inferiore a 1MW usufruiscono degli incentivi per le energie rinnovabili, al pari di pannelli solari o impianti eolici e anzi godono complessivamente di tariffe più generose e facilitazioni di accesso agli incentivi. Fanno parte cioè di un grave fenomeno di speculazione che distorce il mercato delle rinnovabili (come anche gli inceneritori di rifiuti) e che crea danno alla collettività e ingiusto profitto privato, evidentemente sproporzionato, visto che attira investitori accaniti che usano spesso la minaccia della richiesta di danni contro le amministrazioni che si oppongono alle biomasse, in nome di scelte urbanistiche o di tutela territoriale, come è avvenuto a Capalbio o Pontremoli.

foto de La Nazione

Ora occorre dire che a Prato, nel dicembre 2012, sono state inaugurate due centrali a biomasse della società milanese “Siamo Energia SpA”, entrambe in via dei Palli, tra le lusinghiere descrizioni della festante stampa locale e l’entusiasmo dei politici, tra cui l’allora vicesindaco Borchi che riteneva tale impianto utile “per far capire agli imprenditori del distretto come replicare alcuni aspetti positivi delle energie rinnovabili, traendone giovamento per sé e per l’ambiente in generale. Di sicuro queste sono le strade da seguire in futuro“.

Si tratta di centrali a biomasse oleose, con caratteristiche tali da poter utilizzare le medesime norme e procedure che il TAR Toscana ha ritenuto illegittime, cioè una potenza appena inferiore a 1 MW a testa (anche se risultano di fatto contigue) e tutto senza valutazione d’impatto ambientale, anche se inserite in pieno centro abitato.

Annunci