La proliferazione dei Piani

La Regione Toscana è una continua fabbrica di “piani”, in quantità tale che si rende necessaria una riflessione.

Regione_Novoli

Cominciamo da un elenco non esaustivo (attenzione a non ridere):

  1. (PRAA)  Piano Regionale di Azione Ambientale
  2. (PRRA) Piano Regionale di Risanamento e Mantenimento dell’aria Ambiente
  3. (PRB) Piano Regionale di gestione dei Rifiuti e Bonifica dei siti inquinati
  4. (PAI) Piano di Assetto Idrogeologico
  5. (PRSE) Piano Regionale di Sviluppo Economico
  6. (PRRM)  Piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria
  7. (PRIIM) Piano Regionale Integrato delle Infrastrutture e Mobilità
  8. (PIT) Piano di indirizzo territoriale
  9. (PIGI)Piano di indirizzo generale integrato
  10. (PAER) Piano Ambientale ed Energetico Regionale
  11. (PIAI) Piano integrato delle attività internazionali
  12. (PIER) Piano di indirizzo energetico regionale
  13. (PRQA)   Piano Regionale della Qualità dell’Aria
  14. (PFVR) Piano faunistico venatorio regionale
  15. (PRAF) Piano regionale agricolo forestale
  16. (PIC) Piano della cultura
  17. (PSSR) Piano sanitario e sociale integrato regionale
  18. (PSS) Piano Strategico di Sviluppo
  19. (PRS) Programma Regionale di Sviluppo
  20. (PSR) Programma di sviluppo Rurale
  21. (POR) Programma Operativo Regionale
  22. Piano regionale per lo sport
  23. Piano Paesaggistico della Toscana
  24. Piano di indirizzo integrato per le politiche sull’immigrazione
  25. Piano regionale per la promozione della cultura e della pratica delle attività motorie
  26. Piano regionale per la cittadinanza di genere
  27. Piano di gestione della direttiva alluvioni
  28. Piano di indirizzo per la tutela dei consumatori e degli utenti
  29. Piano di Tutela delle Acque della Toscana;
  30. Piano regionale per la cooperazione internazionale
  31. Piano d’azione delle strade regionali
  32. Piano regionale per la promozione di una cultura di pace
  33. Piano regionale per la gestione integrata della costa ai fini del riassetto idrogeologico
  34. Piano operativo delle attività di promozione economica
  35. Piano regionale di tutela delle acque
  36. Piano triennale di prevenzione della corruzione
  37. Piano Strategico di Sviluppo dei Beni culturali e della Città sostenibile
  38. Piano Strategico di Sviluppo per le tecnologie ferroviarie
  39. Programma Strategico di Sviluppo  Scienze della Vita
  40. Programma strategico di Sviluppo Distretto Tecnologico ICT e Robotica
  41. Programma strategico di Sviluppo Distretto Tecnologico Energie Rinnovabili Efficienza Energetica
  42. Programma Operativo Obiettivo 2
  43. Programma Regionale per la Promozione e lo Sviluppo dell’Amministrazione Elettronica e della società dell’informazione e della conoscenza nel sistema regionale
  44. Programma Operativo Regionale Competitività Regionale e Occupazione
  45. Piano d’indirizzo per le montagne toscane
  46. Piano regionale per gli interventi in favore dei toscani all’estero
  47. Piano regionale delle attività estrattive, di recupero delle aree escavate e di riutilizzo dei residui recuperabili
  48. Piano regionale dei servizi di sviluppo agricolo e rurale
  49. Programma per la tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale”
  50. Programma pluriennale della pesca professionale e dell’acquacoltura
  51. Piano antincendi boschivi
  52. Piano indirizzo generale integrato istruzione formazione lavoro

Seguono poi “atti d’indirizzo”, “rapporti”, “quadri strategici”, “progetti guida”, “protocolli d’intesa, “atti d’indirizzo”, “masterplan”.
Tutto questo in aggiunta alla vera attività legislativa regionale espressa con i necessari Regolamenti e Leggi.

Certo che alcuni di questi piani seguono precisi obblighi di legge e che alcuni saranno anche indispensabili, ma questo non toglie l’impressione di superfluo che li accompagna.
Il contenuto di tutti i piani, programmi e rapporti mostra sempre esercitazioni stilistiche lontane dalla concretezza dei fatti, vaghe prescrizioni, procedure ingarbugliate, astrusi acronimi, frasi ellittiche, sterili e illusorie proposte. Tutto questo li rende incapaci di raggiungere gli obiettivi che enfaticamente ci si prefigge.
La loro lettura (necessariamente parziale vista l’impressionante mole di documenti e allegati che generalmente li accompagna) mostra sempre un  linguaggio vuoto e artificioso che sembra essere diventato il marchio di fabbrica di tutta la Regione, prodotto dalla cultura burocratica dei tecnici regionali cresciuta all’ombra di una cultura politica totalmente inadeguata.

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