Storie di mafia a Prato (3)

Puntata n. 1: Mafia a Galciana

Puntata n. 2: Un capobastone in piazza San Domenico

Puntata n. 3: Un pentito a Schignano

Leonardo Messina è uno dei più importanti pentiti di mafia, secondo solo a Buscetta nel fornire informazioni sull’organizzazione interna di Cosa Nostra.
laicl100174120121117clAll’inizio degli anni ’80, quando era ancora un giovane mafioso rampante della profonda provincia siciliana, fu mandato al soggiorno obbligato a Prato e dopo il pentimento, in un’audizione alla Commissione antimafia, ha raccontato qualcosa di quel periodo.

Brevi note dalle quali si deduce, per esempio, il ruolo di Campi Bisenzio come nucleo di diffusione delle attività criminose, a partire da una famiglia di Gela, e la presenza a Prato dell’anziano Giacomo Riina, espressione dei corleonesi, che “faceva affari per Cosa Nostra” e a cui facevano capo tutte le famiglie toscane che allora non si erano ancora costituire in “commissione regionale”. Oggi invece non sappiamo la situazione organizzativa della benemerita organizzazione: lo sapremo tra venti o trent’anni.

A Prato, o meglio a Schignano di Vaiano, Messina si dette subito da fare, diventò amico di un imprenditore del luogo che gli offrì del lavoro, fece venire i suoi tre fratelli ed evidentemente mise le basi per qualche affare. In definitiva i due anni passati a Prato furono un periodo felice per il giovane uomo d’onore, tanto che anni dopo ammise che fu uno sbaglio andar via di lì, dove poteva vivere bene.

Frequentava i mafiosi toscani, fece utili conoscenze nel clan dei sardi, compresi i latitanti e da uno di costoro comprò un’automobile di grossa cilindrata.
Proprio tale affare sembra all’origine del suo benessere in quel di Schignano. Infatti la polizia gli contestò l’incauto acquisto della macchina e il suo amico imprenditore capì l’utilità dell’amicizia di Messina per evitare sequestri di persona alla sua famiglia e in particolare ai figli; del resto il tragico sequestro Baldassini era di pochi anni prima. Una storia del genere mi sembra di averla già letta, ambientata ad Arcore.

Comunque dopo la scadenza del soggiorno obbligato Messina tornò a San Cataldo a gestire il suo mandamento, inframmezzando le sue attività criminose con contatti con i servizi segreti, fino all’arresto nel 1992, alla sua collaborazione e alle sue rivelazioni raccolte da Paolo Borsellino.

Le sue notizie su Cosa Nostra a Prato sono vecchie: cosa sarà successo nel frattempo?

Annunci