Il programma di Rossi

Copia di Copia di ross

Il cosiddetto “governatore” Rossi è stato rieletto, naturalmente senza il mio voto.

Non voglio dilungarmi sulla motivazione del mio voto contro Rossi e contro coloro che, pur osteggiando le sue politiche, di fatto lo appoggiano votando PD.
Potrei ricordare la vergognosa vicenda dell’aeroporto, pilotata dal presidente Rossi tra camuffamenti, omissioni, cambi di rotta, verso l’attuale situazione.
Potrei ricordare la vicenda dei buchi di bilancio delle ASL con operazioni di imbellettamento delle cifre, in odore di reati.
A seguire la disastrosa operazione (quantomeno dal punto di vista economico) de “project financing” dei nuovi ospedali, imposti a comunità che non li volevano.

Aggiungerei: una antipatia personale per il suo modo arrogante e intollerante, evidente  tutte le volte che l’ho sentito parlare in pubblico, l’opportunismo politico che lo ha visto schierarsi per Renzi dopo averlo osteggiato, l’incapacità di far funzionare quei pochi mezzi che l’amministrazione regionale può mettere in campo per incidere su economia e lavoro, l’insopportabile retorica di quando parla di lavoro e capitale, lo spirito antidemocratico espresso nel riuscito tentativo di sottrarsi alle primarie oppure negli atteggiamenti ricattatori verso il Consiglio Regionale.

11139363_10152772603131854_2903565415456307164_nMa il motivo vero del perché non voto Rossi (e il PD) è quella sorta di programma elettorale chiamato “#25proposte” nel quale in simpatiche infografiche (25 appunto) vengono esemplificate in perfetto new style renziano tutte le banalità tipiche del PD.
Non manca niente, c’è un’infografica per gli animali, una per le band giovanili, una per gli anziani con l’osteoporosi, una per le badanti, una per il pronto soccorso canino.
A seguire una buona dose di innocuo ambientalismo: “mobilità dolce”, “sicurezza idrogeologica”, in “bici col treno”, “100.000 orti”, cannabis come antidolorifico.
Poi cavalli di battaglia per ogni occasione: antimafia, anticorruzione, disabilità, prevenzione sanitaria, turismo, micro credito, creatività giovanile, diritto allo studio.
Infine ci sono le promesse mirabolati : “eradicheremo l’epatite C”, “meno IRAP”, “mai più liste d’attesa”, “Realizzerò l’85% delle #25proposte nei primi 100 giorni”.

Nella lunga serie di vuoti programmi elettorali, di vanterie infondate  e di promesse non rispettate che caratterizzano ogni turno di voto, si è raggiunto il punto più basso.

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