Attento Rossi !

“… Il parere espresso dalla Regione e dagli enti locali interessati dal piano regolatore aeroportuale comprende e assorbe la verifica di conformità urbanistica delle singole opere previste…”[1]
Così recita la Legge “Sbocca Italia” contenente misure urgenti fortemente volute da Renzi per poter approvare rapidamente il nuovo aeroporto di Firenze e le altre grandi opere.

Tra poco tempo, effettuata la Valutazione d’Impatto Ambientale” che si avvia trionfalmente verso un annunciato esito positivo, occorrerà approvare definitivamente il progetto.
I promotori dell’aeroporto hanno aggirare rapidamente ed elegantemente il “tavolo” su cui alcuni sindaci della Piana sperano per ammorbidire la figuraccia nei confronti degli elettori e soprattutto per portare a casa le famose “compensazioni”.
Invece nella vera Conferenza di Servizi che dovrà effettivamente decidere saranno chiamati a dare il proprio parere, che si annuncia senza dubbio positivo, la Regione, la Provincia di Firenze e il Comune di Sesto Fiorentino, oltre ad altri enti non territoriali; gli altri comuni potranno solo assistere senza diritto di voto (a meno di non fare ricorso, seriamente questa volta)

Dunque il parere positivo della Conferenza di Servizi attesterà automaticamente la conformità urbanistica del nuovo aeroporto.


dichiarazioniTuttavia tutti gli amministratori locali interessati e Rossi, che, passate le elezioni, sarà probabilmente convinto a cambiare idea sulla lunghezza della Pista, non dovranno prendere alla leggera la loro decisione per i seguenti motivi.

  • Innanzi tutto potrebbe presentarsi la necessità di approvare il progetto della pista a 2400 metri a maggioranza e non all’unanimità per il parere negativo di uno degli enti interessati. Aumenterà in tal modo la responsabilità di chi voterà a favore e si potrebbero inoltre aprire complicazioni procedurali per l’approvazione.
  • Un pronunciamento positivo potrebbe comunque essere impugnato in sede amministrativa, in quanto anche al cospetto del potere di vertice della pubblica amministrazione (fosse pure il Consiglio dei Ministri) permane comunque la possibilità di contrasto e di tutela giurisdizionale da parte dei cittadini e delle associazioni e forse si troverebbero giudici che non si accontentino delle chiacchiere di quel vecchio arnese di Vito Riggio.
  • Non mancherebbero motivi per il ricorso, visti i contenuti della variante al PIT approvata dal Consiglio regionale, a cui il progetto non è conforme in modo palese e per diversi motivi (si veda l’osservazione n.4).
  • Tutta la questione potrebbe contenere elementi di dubbia costituzionalità anche a causa delle competenze concorrenti in materia di governo del territorio.[2].
  • Sulla faccenda pende già un ricorso al Tar avente per oggetto proprio la pista da 2400 metri: se anche il Tar tergiversasse fin dopo le elezioni rimarrebbe comunque la minaccia che alla fine si esprima per la legittimità della decisione del Consiglio Regionale e per l’illegittimità delle pretese Enac.
  • Oltre a questo, nel pronunciarsi favorevolmente al progetto della pista di 2400 metri, in palese contrasto con quanto deliberato dal Consiglio Regionale, Rossi e soci potrebbero andare incontro a seccature anche maggiori: qualcuno potrebbe ipotizzare anche dei reati ma qui lascio la parola a chi ne sa di più.

NOTE

[1] Art. 1 comma 11 della legge cosiddetta “Sblocca Italia” : “Per consentire l’avvio degli investimenti previsti nei contratti di programma degli aeroporti di interesse nazionale di cui all’articolo 698 del codice della navigazione sono approvati, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da adottarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che deve esprimersi improrogabilmente entro trenta giorni, i contratti di programma sottoscritti dall’ENAC con i gestori degli scali aeroportuali di interesse nazionale. Per gli stessi aeroporti il parere favorevole espresso dalle Regioni e dagli enti locali interessati sui piani regolatori aeroportuali in base alle disposizioni del regolamento recante disciplina dei procedimenti di localizzazione delle opere di interesse statale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, e successive modifi cazioni, comprende ed assorbe, a tutti gli effetti, la verifica di conformità urbanistica delle singole opere inserite negli stessi piani regolatori.”

[2] Lo dice l’assessore Anna Marson

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