PD (1)

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Da tantissimi anni mi sono interrogato sulla fiducia che gli iscritti e gli attivisti del Partito Democratico hanno dato a personaggi come D’Alema, Fassino, Veltroni, Bersani, Bassolino, Finocchiaro, Burlando, Bassanini, Minniti, Melandri, Violante, (e tanti altri anche a livello locale), di cui forse oggi vediamo il definitivo tramonto. Solo pochi sono riusciti a riciclarsi nel nuovo corso (come Enrico Rossi) e si muovono sulla lama di un coltello, ma godono ancora dell’inspiegabile consenso di antichi elettori.Ho sempre votato il PCI, PDS, DS, PD e ho sempre frequentato persone che votavano come me. Conosco i circoli Arci e ho sempre osservato con curiosità la fiducia e la fedeltà degli elettori di sinistra. Non parlo di vecchietti sprovveduti, ma di persone impegnate nel proprio lavoro, nella politica e nell’associazionismo.  Persone che discutono con competenza, politicamente preparate, perfettamente in grado di comprendere e conoscere i meccanismi della politica e dell’Amministrazione pubblica e che tuttavia hanno dato la propria fiducia per decenni a coloro con i quali, come ha detto un grande intellettuale, “non abbiamo vinto mai”, fino a lasciare campo libero  a Berlusconi, agli ex democristiani e e poi, nello stesso partito, all’autentica destra dei “renziani”.

Dopo molto tempo ho finalmente capito.
D’Alema, Fassino, Veltroni, Bersani (e molti  altri, anche a livello locale) sono riusciti ad ingannarci perché hanno ingannato se stessi.
Si sono creduti progressisti senza esserlo. Si sono creduti moderni senza esserlo.
Hanno creduto di essere intelligenti ma sono stati solo furbi.
Si ritenevano onesti, ma telefonavano a Consorte e quando sono stati al Governo ne hanno fatto una banca d’affari.
Credevano nella passione per la politica, ma amavano solo il potere e le banche.
Hanno pensato di essere incorruttibili, ma non si sono accorti di essere stati corrotti dagli agi e dai privilegi.
Credevano di essere di essere intellettuali colti e preparati ma avevano fatto solo le Magistrali.
Si sono convinti di essere abili politici e sono sempre stati umiliati dagli avversari.
Si considerano personalità straordinarie, ma sono delle persone ordinarie, senza arte né parte.
Hanno creduto di governare ed hanno invece assecondato il potere economico. Hanno creduto di fare opposizione, quando invece hanno consentito a Berlusconi di offendere e ferire lo Stato e di colpire gli interessi pubblici.
Pensano di essere leali, tolleranti, ambientalisti, sinceri, democratici, popolari e sono invece cinici, altezzosi, falsi, vanitosi, insinceri, incompetenti.
Si consideravano statisti e hanno prodotto riforme sconsiderate.
Seduti nei loro bei salotti di pelle bianca, compiaciuti nelle loro curate biblioteche di libri mai letti, accompagnati ancora da folte schiere di assistenti e inutili scorte annoiate, felici nelle loro belle barche a vela, hanno ingannato se stessi e, così facendo, anche noi.

La cosa peggiore è vedere come, usciti dall’inganno delle vecchie facce, gli elettori PD siano disposti a cadere in un abbaglio simile ma speculare, e allora vaffanculo !

Salvatore Gioitta

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