Quasi un anno da Sindaco

biffoniIl 25 maggio 2014 Matteo Biffoni è stato eletto sindaco con una percentuale di voti record.

Ora dopo quasi un anno quali sono le impressioni suscitate dalla nuova amministrazione: dopo una vittoria con il 60% di voti e una campagna elettorale improntata sul cambiamento ci si aspettava grandi cose che non sono ancora venute o quanto meno non sono state comunicate.
Invece le cose sotto gli occhi di tutti non  sono proprio da registrare nel capitolo rinnovamento:

  • Grande prudenza della Giunta sulle partecipate. Nessun intervento evidente su ASM nonostante notevoli dubbi sulla dirigenza e sulla gestione economica. Nessuna proposta pubblica sugli interessi cittadini  che ancora ci sono in Consiag-Estra. Nessun intervento sui rilevanti costi che l’amministrazione sostiene per SORI e compagnia.
  • Rinuncia a modificare il Piano strutturale, che pure era nelle priorità elettorali dei primi cento giorni
  • Estrema timidezza nella rinuncia a candidare il Metastasio a Teatro Nazionale, a detta della Giunta per paura di una figuraccia.
  • Prudente silenzio sui ritardi del nuovo Museo d’arte contemporanea.
  • Incertezze fatali sulle questioni relative al nuovo aeroporto di Firenze, che pure si dice di avversare: accorate rimostranze pubbliche in presenza degli elettori, dolorose rinunce a ricorsi annunciati in Consiglio Comunale, inutili protocolli d’intesa con gli eterogenei sindaci della Piana ed esitazione verso azioni dirette.
  • Imbarazzato silenzio sulla definitiva rovina delle Cascine medicee, rinunciando a chiedere conto al “governatore” Rossi della sua promesso di intervenire nell’acquisto mettendoci un tot di milioni.
  • Silente appoggio dato dall’Amministrazione al progetto di ampliamento della società Interporto, fortemente indebitata e di dubbia utilità.
  • Scarsa incisività  sul versante della spesa, soprattutto dove occorrerebbe “convincere” gli uffici a tagliare.
  • Insufficiente azione di indirizzo sulla macchina comunale e posizione timida nei confronti con i dirigenti, aspettando con speranzosa fiducia che alcuni di essi vadano in pensione, per rinnovare.
  • Esitazione sui temi della partecipazione, come dimostra il casa di piazza Mercatale.
  • Irresolutezza verso il “governatore” in carica che, forte del potere senza responsabilità che gli viene dall’assurdo assetto delle Regioni, può dare o non dare le risorse necessarie a interventi fondamentali.

Certo qualche buona idea da parte di qualche assessore si è sentita, ma troppo poco per dire che sia un’altra storia.
Certo in dieci mesi non si Cambia Prato, ma comunque incertezza  e timidezza sono le caratteristiche principali di questi primi mesi di mandato della nuova Amministrazione, coinvolgendo Sindaco, Giunta e Consiglio e tutta la città.

PS. Visto quanto sopra, lascia però perplessi che le cosiddette “opposizioni” di destra, a parte la questione aeroporto sulla quale farebbero cosa più utile a rivolgersi ai vertici regionali dei loro partiti,  attacchino il sindaco su due azioni  veramente efficaci di questa Amministrazioni: i controlli alle aziende cinesi e lo sgombero dell’area di viale Marconi.

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