Lo Studio d’Impatto Ambientale e i sindaci

“La pista di 2400 metri inquina meno di quella da 2000”
“Col nuovo aeroporto meno rumore e inquinamento”
“La nuova pista sarà pronta nel 2017”
“Meno popolazione esposta al rumore aeroportuale”
“Confermata la sostenibilità ambientale e territoriale della nuova pista”

Leggendo i titoli della stampa sembra che lo Studio d’Impatto Ambientale presentato per il nuovo aeroporto di Firenze sia già un verdetto favorevole all’opera.
via 1
In realtà è uno studio di parte commissionato e pagato dal promotore dell’opera, la società AdF (ma presentato da ENAC).
Ora il Ministero dell’Ambiente dovrà emettere il verdetto entro l’estate.

Cosa manca? Manca la controparte.
Manca cioè uno studio approfondito voluto dagli enti locali interessati che si oppongono all’opera (tra cui il Comune di Prato) e pronto da presentare.
I sindaci si sono baloccati per mesi sul da farsi; hanno ignorato le sollecitazioni dei comitati e da M5S che chiedevano di commissionare uno studio d’impatto ambientale alternativo a quello di AdF; hanno pomposamente firmato un protocollo per formare un “comitato di garanzia”.

Ormai è troppo tardi per mettere al lavoro esperti in grado di contrastare con studi tecnici esaustivi lo studio di parte di AdF.
Le osservazioni devono essere presentati entro il 25 maggio e sono convinto che il “comitato di garanzia”, dopo il tanto tempo perso, non sia in grado di elaborare azioni e argomenti efficaci entro tale data, presumendo che lo voglia fare.

I sindaci dunque non potranno fare niente se non assistere al consueto esito positivo della Valutazione d’Impatto Ambientale e stendere la mano per chiedere compensazioni.

 

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