Nessuno è senza colpa

Da sette anni  (e sette inverni) l’edificio principale delle Cascine medicee della Villa di Poggio a Caiano è ridotto ad un rudere e la parte più antica, di epoca laurenziana,  ha affrontato le intemperie senza copertura, in modo tale che le murature non potranno probabilmente essere recuperate, ma eventualmente solo ricostruite, facendo perdere gran parte del valore ad un monumento unico e importante del Rinascimento.

rudere

 

Lasciando da parte la discutibile vicenda giudiziaria, sarebbe importante capire di chi è la colpa?

  • Non è senza colpe l’Amministrazione Comunale di Prato nel suo complesso che prima ha “sponsorizzato” e poi approvato un infame piano di recupero e poi, nel 2006, rilasciato un permesso ancora peggiore. Poi, dal sequestro del 2008, il Comune  non ha mosso dito per salvare il monumento, nonostante tante chiacchiere, disegnini colorati, idee sfolgoranti e buone intenzioni, non riuscendo neppure a sensibilizzare opportunamente Stato e Regione facendosi soggetto attivo del salvataggio del monumento.
  • Non sono senza colpa tutte le istituzioni pubbliche che non hanno esercitato il diritto di prelazione al momento della vendita, vent’anni fa, dall’originaria proprietà alla società che doveva attuare l’intervento di “valorizzazione.
  • Non sono senza colpa le associazioni ambientaliste locali che hanno meritatamente sollevato il  problema già nel 2004, ma poi non hanno seguito sufficientemente la vicenda continuando a sollecitando la stampa e le istituzioni e  informando l’opinione pubblica.
  • Non è senza colpe la Magistratura.  Il disastrato tribunale di Prato (che sarebbe meglio abolire) ha prolungato a lungo il sequestro e utilizzato ben cinque anni per completare le indagini portando a prescrizione la maggior parte dei reati.
  • Non è senza colpe, la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio che ha ignorato per decenni l’importanza del monumento senza apporre il vincolo e poi, cambiando improvvisamente idea rispetto a precedenti dubbi, ha lasciato la pratica nelle mani di un funzionario chiacchierato e ha rilasciato “incauti” nulla osta che consentivano di snaturare le caratteristiche la cui tutela spettava proprio alla Soprintendenza.
  • Trascurando le colpe della Soprintendenza, non è senza colpe lo Stato che non è intervenuto nella vicenda, come invece poteva ed ha fatto per esempio per la reggia di Carditello.
  • Non è senza colpe la Regione Toscana che nel corso del 2014  non ha proceduto all’acquisto del bene, battuto inutilmente due volte all’asta, forse aspettando che il prezzo già basso, scendesse ulteriormente.
  • Non è senza colpa la proprietà (anche se nel frattempo la società di gestione è fallita) che non è intervenuta dopo per mettere in sicurezza le strutture.
  • Questo ha comportato una sentenza di confisca, a favore dello Stato, con conseguenti ricorsi e con l’apertura di un contenzioso che metterà la parola fine su tutto.
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