Al PD non piace il paesaggio

Toscana bella ancora. Il piano del PaesaggioIl Piano Paesaggistico della Regione Toscana adottato (il cui motto è “Toscana bella ancora”) è il frutto di lunghi anni di studi, elaborazioni, discussioni e compromessi. Dietro il solito e ampolloso linguaggio degli urbanistici si è giunti a dettare un quadro certo di regole di cui tenere conto nelle trasformazioni del territorio in modo tale da governare in modo condiviso e responsabile la trasformazione del paesaggio.

Ora il PD, in vista dell’approvazione, ha presentato un maxiemendamento che stravolge completamente il Piano Paesaggistico elaborato dall’assessorato competente e ripropone uno scontro, trasversale agli schieramenti, tra una politica che crede in uno sviluppo sostenibile e una politica che vuole perpetuare uno sfruttamento insostenibile dell’ambiente.

In attesa di conoscere il contenuto di tale emendamento e gli effetti che avrà sul Piano in fase di definitiva approvazione, non ci resta che riflettere sui contenuti divulgati dalla stampa: l’eliminazione dei limiti alla proliferazione delle cave (in particolare sulle Apuane) e la liberalizzazione agli interventi sulle spiagge da parte degli stabilimenti balneari. In entrambi i casi si tratta di ingiustificati regali a categorie di cosiddetti imprenditori che beneficiano di beni comuni ricevuti in concessione per quattro soldi, stravolgendo paesaggi, consumando suolo, sperperando risorse ambientali, senza che alla collettività venga un qualche guadagno significativo.

In piena sintonia con Forza Italia, i consiglieri PD vogliono imporre inoltre, con grande prepotenza, lo svuotamento completo del Piano Paesaggistico della Regione Toscana al punto tale da renderlo inutile, prevedendo che i suoi contenuti “..costituiscano valutazioni scientifiche non vincolanti a cui gli enti territoriali non sono tenuti a fare riferimento nell’elaborazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica…”.
Se i contenuti del Piano non sono vincolanti e se i comuni non sono tenuti ad osservarlo allora il Piano a cosa servirà?.

Si profila dunque una sconfitta storca per coloro, come l’assessore Marson, che hanno tentato di indirizzare  le scelte politiche verso dall’interno, verso l’obiettivo dell sviluppo sostenibile, concetto che il PD ha sfruttato negli ultimi due decenni per nascondere la propria anima “sviluppista

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