Bosco di guerra

Copia (2) di altridanni

Chiunque frequenti il Bargo a Poggio a Caiano farebbe fatica a riconoscerlo in queste foto (purtroppo di scarsa qualità) che mostrano il piccolo bosco urbano negli anni subito seguenti alla guerra, dopo il passaggio di due eserciti contrapposti che vi si accamparono tra il 1944 e il 1945.

Copia di altridanniNelle foto gli alberi appaiono radi e piuttosto spelacchiati e il sottobosco assente, in contrasto con la vegetazione fitta e rigogliosa che si può osservare al presente. Molte piante, soprattutto lecci, furono tagliate e ogni ramo o arbusto fu utilizzato per fare legna, negli ultimi anni di guerra,  sia dai militari che dalla dalla popolazione che non disponeva di nessun altra risorsa per riscaldarsi e cucinare. 

Copia (2) di danniSi nota che tutte le piante superstiti appaiono giovani: in effetti, nonostante il bosco sia molto antico e sicuramente anteriore al XVI secolo, non possiede alberi monumentali o ultra secolari. Questo è dovuto a due circostanze precedenti al periodo bellico. La prima è il piano di sfruttamento delle risorse boschive organizzato all’inizio del XIX secolo dall’amministrazione lorenese e nel quale fu incluso il Bargo che aveva perduto la sua funzione venatoria.
La seconda circostanza consiste nel pesante e irrazionale sfruttamento del bosco al fine di ricavarne legname avvenuto tra il 1919 e il 1935 quando la disastrosa amministrazione dell’Opera Nazionale Combattenti (che si era distinta anche nel massacro del bosco delle Pavoniere) procedette a sfoltimenti, in cui probabilmente andarono perduti gli alberi più antichi, e tagli indiscriminati finalizzati anche alla piantumazione di cipressi e pini per trasformare il bosco in un Parco della Rimembranza (che poi venne realizzato altrove). Dovette intervenire la Soprintendenza che aveva posto un vincolo monumentale su Bargo, ancora esistente.
La successiva amministrazione dell’Istituto Agronomico d’Oltremare fu invece molto positiva: il bosco fu accudito e i terreni circostanti trasformati in un’azienda agricola sperimentale incentrata intorno all’edificio del podere delle Buche che fu rimodernato.

Copia di danni3Il periodo peggiore per il bosco fu quello bellico. Iniziarono i tedeschi: nel maggio del 1944 un reparto motorizzato sfondò i Copia di danni4cancelli e occupò il bosco e l’azienda agricola, saccheggiando tutto, compreso un trattore. Seguì un reparto di carri armati e poi un reparto di artiglieria con 700 cavalli che causò probabilmente i danni maggiori, oltre che distinguersi nelle ruberie (sparirono anche una suina e una vacca dalla stalla del podere).
Dopo un altro reparto di artiglieria e dopo i cannoneggiamenti alleati che provocarono altri gravi danni,  si accamparono nel Bargo reparti americani e in particolare un autoparco con relativi automezzi.

Alla fine della guerra  i danni al bosco del Bargo, documentati dalle foto, furono ingentissimi e raggiunsero, da una stima dell’epoca, l’85% del patrimonio arboreo.

 

 

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