Prato nel Mondo

La notizia del sequestro preventivo della testata online “Prato nel Mondo” (http://ilpuntodiprato.altervista.org/) coglie abbastanza di sorpresa.

massimo cecchi

foto Tirreno

I commenti si dividono nettamente tra quelli che parlano di censura e altri che accusano il sito di razzismo, di istigazione all’odio razziale, di mancanza di deontologia professionale ecc.  Il sequestro (il cui dispositivo risalirebbe stranamente a Novembre) sembrerebbe partito per una querela per diffamazione e corre la voce che riguardi il Creaf. Sicuramente sarebbe utile all’opinione pubblica conoscere meglio i fatti per poter giudicare la vicenda.  A tal proposito si rileva come il sito sia oscurato a causa del sequestro, ma non la copia cache che Google conserva e, almeno per il momento, rende disponibile con un clic. Pertanto, senza violare il suddetto sequestro (sempre che non sia Google a violare la legge conservando copia di tutto quello che c’è in rete), si può tentare di approfondire per comprendere meglio le caratteristiche di un sito d’informazione che spesso è stato guardato con sufficienza, ma che merita qualche riflessione.

Certo sorprendono articoli come quello del 11/12 dove si dava la parola, senza alcun commento e senza alcun controllo, a racconti di fatti inverosimili fatti da una utente dei servizi sociali del Comune e dei centri di assistenza Caritas e delle parrocchie. Altri articoli attingono al grottesco, certamente carattere più adatto alla satira e non all’informazione. Da rilevare anche l’uso di materiale altrui senza autorizzazione.

D’altra parte alcuni articoli sono sicuramente un contributo importante nell’asfittica e timorosa informazione locale come quello sulla genesi della sede Consiag-Estra in via Panziera.

Relativamente al Creaf sul sito si sono succeduti articoli di denuncia dello spreco di risorse economiche e di legittima critica politica, alternati a proposte abbastanza populiste, a invettive a destra e a sinistra, a partigianerie del tutto legittime, a titoli inutilmente forti, ad accuse gravi e infamanti ma generiche  e a invettive del tutto gratuite e offensive e tuttavia impersonali.

Ma non mi sembra di aver trovato vere e proprie diffamazioni che possano giustificare il sequestro preventivo. Questo è un parere “provvisorio” in attesa di informazioni più chiare, ma definitivo è invece il giudizio complessivo sull’informazione ufficiale, a Prato e non solo, che con la sua sudditanza e superficialità lascia da decenni indisturbato un sistema politico bipartisan, invasivo, oligarchico e sordo e lascia dunque spazio a un sito come quello di Massimo Cecchi che aspirerebbe ad essere un blog di denuncia e che invece, il più delle volte, è solo un blog d’invettiva.

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