Inceneritori e legalità

Trascurando momentaneamente gli enormi rischi ambientali e sanitari creati dagli inceneritori, vorrei invece mostrare come essi siano una inevitabile minaccia per la legalità, un pericolo per la fiducia nelle istituzioni e per la conformità alle leggi, tutte condizioni che stanno alla base della convivenza democratica.
Tale minaccia si manifesta attraverso la corruzione causata dagli enormi interessi economici, la confusione tra controllati e controllori, la mancanza di trasparenza durante la progettazione, la costruzione e gestione degli inceneritori che consente abusi, complicità e omissioni di ogni genere, fino alla falsificazione di dati.

Ravenna_forlì_inceneritore

Inceneritore Forlì  (licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikipedia

Lo dimostrerò mettendo semplicemente i fatti uno dietro l’altro:

  • nel 1999 fu chiuso l’inceneritore di Verbania per inquinamento da cianuri di un corso d’acqua, dopo solo 7 anni di attività e numerose inchieste con pesanti accuse, anche di corruzione,  che coinvolsero il futuro ministro dell’Ambiente Clini;
  • nel 2002 un ” ex operaio della Montedison confessò prima di morire che nell’inceneritore di Mantova furono bruciati i temibili fusti della diossina fuoriuscita a Seveso.
  • nel 2003 a Brescia fu aperto una linea d’incenerimento senza valutazione d’impatto ambientale, nel 2007 la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia;
  • nel 2004 a Forlì, 20 arresti tra funzionari pubblici e imprenditori, per traffico di rifiuti speciali, compresa l’accusa di aver sparso fanghi, in uscita dal depuratore sui terreni agricoli della Romagna.
  • nel 2005, a Busto Arsizio, 19 arresti per maxitruffa sullo smaltimento di rifiuti nell’inceneritore, messo sotto sequestro;
  • nel 2007 l’inceneritore di Trieste è stato posto sotto sequestro per il superamento dei limiti di legge riguardanti le emissioni di diossina, superiori anche di 10 volte il limite;
  • nel 2008 si scopre che i gestori dell’inceneritore di Terni avrebbero nascosto e falsificato emissioni e scarichi pesantemente fuori norma, bruciando persino rifiuti pericolosi e radioattivi di origine ospedaliera;
  • nel 2008 a Malagrotta è stato aperto vicino a un deposito di Gpl, un inceneritore senza certificazione antincendio e realizzato in difformità al progetto;
  • nel 2009 è stato chiuso impianto di Brindisi  a seguito a di inchiesta sulla consapevole manomissione dei sistemi di controllo delle emissioni da parte dei responsabili dell’impianto;
  • nel 2009: 13 arresti a Colleferro perché l’inceneritore era il terminale di un traffico di rifiuti pericolosi giunti dalla Campania;
  • nel 2010 pagate tangenti per realizzare un inceneritore a Teramo;
  • nel 2010 un inchiesta coinvolge un assessore regionale per fatti di corruzione relativi alla realizzazione di un inceneritore a Larciano;
  • nel 2010 vengono scoperte tangenti e ingerenze mafiose nella realizzazione di un inceneritore a Bellampo;
  • nel 2010 viene ucciso un consigliere comunale di Castellammare di Stabia con movente legato alla realizzazione di termovalorizzatori;
  • nel 2010 l’inceneritore di Pietrasanta di Lucca è stato sequestrato: i rifiuti liquidi dell’inceneritore sono stati mescolati per anni agli scarichi urbani  e sono stati truccati per anni i dati sulle diossine da parte della multinazionale Veolia;
  • nel 2011 un’inchiesta giudiziaria ha travolto l’Agenzia regionale di protezione dell’ambiente della Basilicata, che avrebbe deliberatamente nascosto la pericolosità delle attività dell’inceneritore di Menfi;
  • nel 2011 numerosi arresti tra esponenti mafiosi che avevano messo le mani sui lavori di realizzazione del termovalorizzatore di Casteltermini.
  • nel 2011 arresti per fatti di corruzione relativi alla realizzazione di un inceneritore da realizzare a Spoltore;
  • nel 2012 inchiesta per furto di brevetti nel progetto per l’inceneritore di Albano;
  • nel 2012: inchiesta per corruzione e abuso d’ufficio nell’iter di approvazione dell’inceneritore di Parma;
  • nel 2012 ripetuta manomissione, da parte del gestore dell’impianto di incenerimento rifiuti di Mergozzo, dei dati sulla qualità delle emissioni;
  • nel 2013 è stato chiuso l’inceneritore di Vercelli dopo “40 anni di misteri” circa ceneri interrate, emissioni fuori regola e fusti di materiale radioattivo
  • nel 2014 arrestati i dirigenti dell’inceneritore di Dalmine, accusati di peculato, che avrebbero fatto sparire ben 34 milioni di euro;
  • nel 2014 aperta un’indagine della Procura sull’inceneritore di Lecce
  • nel 2015 la Corte dei Conti emette una condanna a 6milioni di euro di risarcimento per l’affidamento della gestione dell’inceneritore di Taranto
  • nel 2015 aperte indagini delle Procure sull’inceneritore di Macomer;

07-case-passerini2Tenuto conto che gli inceneritori in Italia sono 51, che l’elenco sopra riportato non è certo completo e che la tendenza verso l’illegalità sembra inarrestabile, bisogna chiedersi: perché l’inceneritore di Firenze dovrebbe essere diverso ?

Annunci