Finito il culturale, si dia inizio al ricreativo

Credevo che nel DNA della sinistra ci fosse la prevalenza del soddisfacimento dei bisogni primari e anche la noiosa tendenza a rilegare il “ricreativo” in posizione subordinata alle elementari necessità dell’uomo (mangiare, dormire, riposarsi, studiare) e a quelle “culturali” (leggere, conversare, ascoltare musica di propria scelta, guardare un film ecc.).
Ma ora leggo che giovani esponenti di punta della sinistra hanno ribaltato convincimenti storici consolidati. Oggi è il “ricreativo” notturno a prevalere e a diventare la soluzione di molti problemi della città ed in particolare del “degrado” del centro storico.

68851_prato_duomoBere, ruttare e urlare  diventa ” forte effervescenza” giovanile.
La musica ad alto volume assurge a ” baluardo contro degrado e alienazione, nonché sintomo di una città in salute”.
Urinare per strada e sporcare ovunque serve a combattere il “degrado”.
E soprattutto tutta questa vita notturna contrasta gli spacciatori che agiscono di giorno.

E così la casetta dove il giovane va a dormire a tarda notte, dopo aver schiamazzato per ore in centro, è in una zona residenziale dove non bisogna disturbare mentre il centro storico, i cui residenti dopo mezzanotte vogliono dormire, diventa un “dormitorio”, dove alcuni si intestardiscono a vivere e a protestare.

Lamentarsi perché la collettività nega i propri bisogni fondamentali diventa “isteria individualistico-collettiva”.
Pretendere il rispetto delle norme diventa “surreale”.
I lavoratori che la mattina devono alzarsi alle sei per recarsi al proprio duro lavoro “dovrebbero stringere i denti ” e riconoscere la nuova città “moderna e giovanile” che va a sostituire “una città morta e impaurita”.

Evidentemente qui troviamo una futile conferma che la sinistra ha cambiato orizzonti.

 

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