Falso

Tutti i disegni di progetto contengono qualche elemento poco veritiero per nascondere aspetti non graditi. Tuttavia il masterplan del nuovo aeroporto di Firenze ha veramente esagerato.

nuovo masterplan falso

La rappresentazione di tutto quello che c’è o ci sarà intorno alla pista lascia perplessi, ma evidenzia in modo chiaro le criticità che non sono state affrontate.

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Ma Unipol lo sa? Lo sa, lo sa…

Castello

fig. 1   – Piano di Castello

All’estremità della pista, vicino alla Scuola dei marescialli risulta approvato da più di dieci anni ma ancora in vigore, il famigerato PUE Castello, un piano particolareggiato per il quale non sono stati aperti cantieri, anche a causa di un lungo sequestro giudiziario. Ora alcuni suoi edifici sono stati rappresentati nel masterplan, nonostante molti di essi evidenziati nella fig.1 , siano in zona di tutela B e C e quindi non realizzabili dopo l’aeroporto. Dunque perché il masterplan li inserisce nella sua idilliaca visione futura?
La proprietà (ora Unipol e non più Fondiaria) conosce bene la situazione ed ha fatto i suoi passi. Ma noi cittadini in mancanza di informazioni chiare siamo autorizzati a pensar male. Ci sarà in corso un tavolo “compensativo” con la proprietà? Ci sarà un ridisegno del piano per spostare gli edifici? C’è una corsa per aprire il cantiere dei palazzoni prima dell’aeroporto? Di sicuro le controdeduzioni alle osservazioni di Unipol sembrano voler tranquilizzare la società, ma cercando formulazioni implicite e impugnabili. Allo stesso modo il masterplan a suo modo esorcizza questa criticità che mette in dubbio importanti interessi economici con probabili enormi risarcimenti in sede civile o altrettanto enormi compensazioni di cui probabilmente non avremo notizia. Tutto questo aspettando che la soluzione venga dalle segrete stanze. Nel frattempo il masterplan non riporta invece il disegno del previsto nuovo parco di Castello, confinante e connesso all’intervento edilizio, forse per pudore: un parco pubblico, ormai ridotto ad un ritaglio di territorio, nella scia delle turbine degli aerei in decollo sarà sembrato disdicevole.

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Aeroporto vs Ricerca scientifica

Polo

fig.2 – Polo Scientifico

Questa falsità è ancora più evidente e più conosciuta: aver rappresentato il Polo Scientifico dell’Università di Firenze con tutti i lotti costruiti, come una struttura densa di edifici e attività significa aver mentito non per distrazione di alcuni progettisti, ma nel maldestro tentativo di nascondere l’enorme perdita di valore del patrimonio pubblico costituito dagli edifici universitari esistenti e dalle aree che  garantirebbero le esigenze di spazi non solo dell’Università ma in pratica di tutta la ricerca scientifica regionale per molti decenni. Tali aree non saranno più utilizzabili proprio per i vincoli posti dall’aeroporto. Si cancella così una realtà che potenzialmente potrebbe valere per il futuro di tutti molto più dell’aeroporto e la falsità disegnata appare francamente insopportabile, tanto che anche i rettore, dopo mesi di silenzio è stato costretto dagli studenti e dall’opinione pubblica a muoversi.

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Una vasca grande come un campo di calcio

cassa d'espansione

fig. 3 – cassa d’espansione

La cassa di espansione timidamente prevista nel masterplan è grande come un campo di calcio; dovrebbe servire a alla “riprotezione dei bacini naturalistici e di laminazione”, qualsiasi cosa voglia dire.
In pratica una superficie così piccola, anche agli occhi di un normale cittadino, appare del tutto insufficiente non solo alla compensazione delle superfici esistenti o in progetto che l’aeroporto non renderà possibili, ma anche alla compensazione dei volumi di esondazione che la presenza stessa della pista andrà a sottrarre. La superficie di territorio necessario alle casse di espansione, visto anche il terremoto che si attuerà sul reticolo delle acque basse e sui corsi d’acqua esistenti, sarà ben maggiore di una vaschetta larga 100 metri e andrà ad aumentare l’enorme consumo di suolo dell’aeroporto. Questo ci fa riflettere sulla mancanza di un serio studio di fattibilità tecnica (che aspettiamo con ansia)  come a suo tempo ben espresso dal presidente del Consorzio di Bonifica Area fiorentina: “Ribadisco definitivamente che il nostro studio non autorizza nessuno, dal punto di vista idraulico, a parlare di fattibilità”.

Leggi anche la seconda puntata: Falso (2)

 

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