La falda pratese

La falda si alza causando notevoli problemi ai sottopassi e ai piani interrati e la Giunta vuol corre ai ripari creando una commissione che possa studiare possibili rimedi. Fondamentalmente si vuol “convincere” Publiacqua a estrarre dalla falda pratese molta più acqua invece si derivarla da Bilancino o comunque da acque superficiali come preferisce fare ora.
Sembrerebbe una buona idea, ma bisognerebbe chiedere all’azienda che gestisce il servizio idrico perché si utilizzino meno che in passato i pozzi che prelevano acqua dalla falda.
L’unica risposta possibile  è che i costi di depurazione sono maggiori. Evidentemente questo a causa del maggior carico di inquinanti delle acque sotterranee rispetto a quelle superficiali.

tetra

Si sa anche che tali inquinanti non comprendo solo i nitriti e nitrati la cui presenza è nota da tempo all’opinione pubblica, ma anche sostanze meno note come il tetracloroetilene una sostanza utilizzata da lavanderie a secco e industrie tessili, provocando per la sua pesantezza e densità una contaminazione di lunga durata

Qualcuno in Provincia aveva già sollevato il problema fin dal 2007, provando a richiedere inutilmente interventi di bonifica alla Regione, mediante tavoli tecnici” che avevano rilevato uno stato di contaminazione da tetracloroetilene della piana di Prato “grave per intensità ed estensione”, dopo aver commissionato una costosa indagine i cui esiti non sono stati resi noti alla cittadinanza ma che mostravano che ben 20 pozzi su 41 superavano, già nel 2010 i limiti di contaminazione stabiliti dal D.Lgs. 152/06.

Da allora certo la situazione non è migliorata, visto che il cancerogeno tetracloroetilene non è degradabile, visto che probabilmente l’inquinamento è continuato anche se il tetracloetilene è un rifiuto speciale da non riversare in fognatura e visto che l’arrivo in massa di vivai nella piana ha portato sicuramente inquinamento da erbicidi e pesticidi.

Per tale inquinamento della falda evidentemente la depurazione risulta onerosa, visto che il convenzionale  ciclo delle operazioni di potabilizzazione degli impianti esistenti non è sufficiente e Publiacqua non intende affrontare altri costi per nuovi impianti; dopotutto è un’azienda privata che deve fare utili.
Non sarà facile convincerla.
Altrettanto difficile però tranquillizzare i cittadini che l’acqua la devono bere.

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