Contratto scritto dal datore di lavoro?

Renzi ci dice in direttaTV che “le leggi non si scrivono con i sindacati ma in Parlamento”.
Potrebbe avere ragione se non avesse l’ intenzione di regolare per mezzo delle  leggi  i diritti contrattuali dei lavoratori della scuola. Tutto quindi senza trattative, come  in misura minore hanno fatto i governi che hanno preceduto l’attuale.logo

Contemporaneamente invita tutti a partecipare alla grande consultazione sulla Buona Scuola.
Dunque io, come insegnante, dovrei rispondere ad uno straordinario questionario i cui risultati saranno facilmente manipolabili, oppure esercitarmi nell’arte della retorica su quell’ammasso di superficialità, velleità e banalità del documento che tuttavia contiene aspetti come l’abolizione degli scatti di anzianità, l’abolizione  del fondo d’Istituto,  l’introduzione degli scatti di competenza a partire solo dal 2019,  l’organico  di rete di scuole, la modifica degli orari di servizio settimanali dei docenti, le norme legate alla mobilità, che sono temi di natura contrattuale.
Dovrei inutilmente partecipare alla recita simil-leopoldina della “partecipazione” sapendo che, quando il documento della Buona Scuola sarà approvato come legge, non verrà contrattato con le rappresentanze sindacali.
Inutile ricordare che in questo caso lo Stato è anche il datore di lavoro e il contratto scritto dal datore di lavoro, nei paesi civili, non esiste da diverso tempo.

Questo lede i miei diritti fondamentali di cittadino e di lavoratore.  Per quanta poca stima possa io avere per i sindacati e in particolare per quelli della scuola, pessimi, incompetenti, sfilacciati ed inefficaci, tuttavia pretendo che venga rispettato il mio diritto costituzionale ad essere rappresentato dai sindacati in sede contrattuale quando vengono discusse e decise le condizioni materiali del mio lavoro.
Renzi può avere ragione a dire che le leggi non sono soggette alla concertazione con i sindacati (e io direi neanche con altre lobby e “corporazioni) ma le leggi non devono invadere il confine con  la materia contrattuale.  Orari, retribuzione, progressioni, mobilità, non devono essere oggetto di decisioni unilaterali (magari  con decreti leggi),  annientando il concetto stesso di contratto collettivo nazionale.

Dunque se verrà eliminato l’illegale blocco degli stipendi, se si aprirà un tavolo di contrattazione per il rinnovo del contratto e se il documento per la Buona Scuola verrà depurato degli argomenti contrattuali, allora volentieri mi assoggetterò a dire la mia opinione sul resto della cosiddetta “Buona scuola”, avvertendo fin da ora che banalità, superficialità e velleità non sono cose innocue.

 

Salvatore Gioitta

 

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