Un esempio di trasparenza (CREAF)

Con il Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013, è stato affermato il principio della trasparenza, inteso come «accessibilità totale» alle informazioni che riguardano l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni e delle loro società partecipate.
Vediamo come viene applicata la legge nel caso del  Centro ricerche e alta formazione Srl (CREAF).

Il sito della provincia che detiene l’82% della proprietà riporta delle informazione generiche, informa sul modesto compenso dell’attuale amministratore unico, omette il link del sito della società ( richiesto dalla normativa), non riporta il bilancio 2013 o comunque i relativi dati essenziali , riporta i risultati di tre esercizi finanziari , con riferimento però non ad anni solari ma a periodi aprile/marzo; forse al Creaf si utilizza il calendario medievale ab incarnatione.
Manca invece qualsiasi indicazione sull’anno trascorso  e qualsiasi informazione sull’indebitamento totale della società, costantemente in perdita e con un capitale sociale di €6.807.908,41

Sul sito del Creaf non c’è praticamente niente.

creafSul sito del Comune, secondo socio con l’11% , i dati delle perdite sembrano per anno solare ma si fermano al 2012 .

Nient’altro. Nessuna altra informazione ai cittadini che comunque sanno del grandioso fallimento del CREAF.
Riportati su un grafico i dati delle perdite così come forniti dagli enti di cui sopra, lasciati da parte gli innumerevoli dubbi sulle finalità della società, comunque sorge legittima qualche domanda a cui la “trasparenza” degli enti pubblici dovrebbe aver già dato risposta.

creaf3

In rosso i dati del Comune, in blu i dati della Provincia

  • Visto che le perdite seguono una curva crescente, quale perdita si è avuta nel 2013 ?
  • Quale indebitamento complessivo ha il Creaf ?
  • Dov’è finito il bilancio 2013?
  • Quali voci compongono il passivo di mezzo milione del 2012-2013?

E soprattutto:

  • Cosa si aspetta a liquidare tutto?
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