La scomparsa dei vigili urbani

Uno dei ricordi  più vivi dei tempi in cui ero un giovane automobilista, è l’inquietante presenza dei vigili urbani appostati agli incroci o in ronda lungo le strade con parcheggi.
Ora invece, nonostante lunghe ore in macchina, l’avvistamento di un vigile è del tutto episodico e felicemente da anni non mi succede quasi mai di essere multato in città  da un agente della Polizia Municipale, come invece era normale nei lontani anni ’80.

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Certo in questo miglioramento hanno influito le innumerevoli incombenze burocratiche a cui devo attendere i vigili durante il loro orario di lavoro, ma qualche dubbio rimane.
Per chiarirlo si dovrebbe disporre di dati oggettivi, ma sicuramente le multe sono cresciute in numero, solo che a farle sono gli autovelox o gli ausiliari di Essegiemme (che però  si occupano solo delle strisce blu e non fanno multe per parcheggio in doppia fila in via Marx o in viale Montegrappa).

L’impressione è che la Polizia Municipale  abbia perso peso, non solo nel controllo del traffico ma anche nel controllo del territorio, soprattutto nelle periferie.
Questa scarsa presenza potrebbe dipendere dall’impegno nei controlli che i vigili devono effettuare sulle aziende a rischio gestite da cinesi oppure dal calo dei dipendenti comunali scesi a 980 dopo essere stati quasi 1500. 

Poi invece vengo a sapere che i dipendenti della polizia municipale sono 250 e che il loro numero aumenterà e il mistero si infittisce.

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