Arte rotonda

Leonardo_Vinci_Prato

nnnRotonda_Sesto_Fiorentino_colomba

1781349_836499156374998_8085725557526886056_oDaVinci_Nenni2

La cultura urbanistica dell’occidente da 2500 anni ha come tratto distintivo l’incrocio tra due strade. Elemento geometrico fondante di nuove  città, elemento ordinatore dello spazio urbano e luogo sacro, come testimoniano la civiltà romana e la tradizione cristiana dei pistoiatabernacoli sugli angoli degli incroci. Oggi la Rotonda_Sesto_Fiorentinorotatoria è l’elemento urbanistico in grado di offuscare  l’incrocio passando dall’ortogonale ad una più primitiva forma circolare.

Un’altro luogo  che la rotonda del traffico tende a sostituire, almeno per alcune funzioni, è la piazza, cioè il luogo in cui tradizionalmente sono  collocati i monumenti a memoria di personaggi della storia nazionale e locale o a ricordo di eventi eroici o tragici. Oggi le opere d’arte vengono invece collocate nelle numerosissime rotatorie  forse per l’ambizione di sindaci e assessori: si tratta delle “porte della città”, si dice, e dunque bisogna metterci dentro qualcosa per dimostrare il  senso estetico dell’Amministrazione.

E dentro le rotonde finiscono le cose più diverse: fontane, simboli legati al territorio, prati sintetici, frammenti di difficile interpretazione, micro giardini, lamieroni arrugginiti, rappresentazioni  astratte, elementi di marketing territoriale di dubbio gusto come i monumenti dell’ars topiaria delle rotatorie pistoiesi.

I risultati non sempre sono apprezzabili. Che si tratti di opera d’arte è lecito dubitare e il livello delle opere è spesso così modesto da attirare i più spietati giudizi.
Ma se anche la rotatoria ospitasse un capolavoro, la sua stessa posizione impedirebbe una qualche relazione con il frettoloso automobilista, come dimostra la funzione estetica molto impoverita della scultura di H. Moore nella piazza San Marco, utilizzata in effetti come rotonda del traffico.
L’arte pubblica è materia per luoghi che possano essere usati e non semplicemente percorsi.

Da cui possiamo dedurre che l’arte non nasce e non sopravvive nelle rotonde, a Prato come altrove e che quindi, in mancanza di un valido progetto artistico sarebbe meglio lasciare le rotatorie al loro importante compito funzionale, luogo di smistamento del traffico, e non luogo di comunicazione estetica, assicurando però una migliore manutenzione.

Basta un po’ d’erba, qualche fiore, eventualmente un albero, utilizzando le poche risorse per altri scopi, magari anche  per collocare un nuovo significativo monumento in una vecchia o nuova piazza cittadina pedonalizzata e restituita al suo ruolo di spazio civico.

Annunci