La scomparsa degli autobus

Uno dei ricordi  più vivi dei  tempi in cui ero un giovane automobilista, è il tempo trascorso in coda dietro autobus sbuffanti tanfo di gasolio, lungo via Roma o altrove.
Ora invece, nonostante lunghe ore in macchina, l’avvistamento di un autobus è del tutto episodico e felicemente da anni non mi succede quasi mai di stare per lunghi minuti dietro un autobus come invece era normale nei lontani anni ’80.

1200px-Autobus_CAP_in_piazza_StazioneCerto in questo miglioramento hanno influito l’adozione delle corsie preferenziali  e il numero di chilometri della Lam, ma qualche dubbio rimane.
Per chiarirlo si dovrebbe disporre di dati oggettivi che consentano di confrontare il numero di corse e i chilometri percorsi oggi e nel recente passato.

L’impressione è che il trasporto pubblico abbia perso numeri e peso nell’ambito nella nostra società in controcorrente con il resto dell’Europa.
Questo potrebbe dipendere dal calo degli utenti come lamentato dalla società CAP che gestisce il trasporto urbano a Prato. Ma chiaramente se il servizio ha  una frequenza minore, se peggiora il servizio e se calano le linee servite dagli autobus, calano anche i passeggeri.

Dalla mia esperienza di automobilista di  una cosa sarei sicuro: gli autobus sembrano una razza in via di estinzione; poi invece vengo a sapere che i dipendenti della CAP sono 450 e il mistero si infittisce.

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