Partecipate e opposizione

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ASM- Oltre 60 milioni di indebitamento

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Interporto- indebitamento di oltre 40 milioni

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Consiag-Estra ha ormai i suoi interessi a Siena e Arezzo e si appresta a investire fuori Prato i proventi del cambio di gestione del gas

Leggo che il consigliere Giorgio Silli chiede in modo perentorio al sindaco Biffoni l’intero elenco degli enti partecipati dal Comune di Prato, comprese fondazioni e associazioni «che sono risultate in perdita durante l’ultimo esercizio finanziario».
In effetti le partecipate pratesi offrono molteplici motivi per essere perplessi e preoccupati.

  •  l’ASM ha un grave indebitamento da vari anni;
  • l’Interporto, nonostante eserciti lucrose attività immobiliariste (compravendite e affitti) risulta anch’esso pesantemente indebitato;
  • quasi tutte le partecipate, pur con bilanci brillantemente in pareggio, sono invece indebitate;
  • la galassia Estra- Consiag, senza rappresentanti del Comune di Prato, viaggia perso altri lidi, ormai estranea a Prato;
  •  i bilanci disponibili sul sito del Comune delle varie partecipate risalgono al 2011 o al più al  2012 e quindi Biffoni stenterà a dare risposta a Silli circa le perdite durante l’ultimo esercizio finanziario.

Ora sembra strano che a sollecitare e prepararsi a criticare il Comune per la gestione delle partecipate sia il rampollo della passata Amministrazione che negli ultimi anni ha diretto molte delle partecipate con persone da essa nominate e che dello stato delle stesse partecipate e della trasparenza amministrativa nei loro riguardi è diretta responsabile.

Ancora più strano è che di tale problematica abbia stentato invece ad occuparsi l’opposizione del Movimento 5 Stelle nonostante i molteplici spunti offerti non dalla stampa ufficiale ma dal valido sostituto della pubblica opinione che si esprime attraverso la rete.

Ora però la cosiddetta “luna di miele” è passata per la Giunta Biffoni e anche per l’opposizione e i consiglieri M5S devono darsi una mossa, smettendo il vecchio vizio dell’autoreferenzialità e spostandosi dalle innocue interpellanze con cui si sono allenati a dossier ben più pesanti.

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