Leggi elettorali usa e getta

A volte i pronunciamenti della Corte Costituzionale sorprendono per  la loro distanza dal normale buon senso; comunque non disponendo della dottrina giuridica dei giudici costituzionali, al normale cittadino rimane comunque la possibilità di poter utilizzare il proprio raziocinio per tentare di capire quanto i politici vanno architettando.

Posto che, nelle democrazie, vedersi rappresentare in parlamento è un diritto fondamentale del cittadino e considerato che tale diritto può naturalmente avere dei ragionevoli limiti, vediamo che la nuova legge elettorale toscana prevede soglie di sbarramento diversificate: 5% per i partiti che corrono da soli e 3% per i partiti nelle coalizioni. Questo evidente limite alla rappresentanza risulta evidentemente incostituzionale (secondo  il senso comune) in quanto è un vincolo che agisce in contrasto con il principio dell’uguaglianza dei cittadini i cui diritti posso subire limitazioni purché  esse siano generalizzate e non differenziate a seconda delle convinzioni politiche del singolo.

Secondo tale legge una ipotetica Sinistra Unitaria e Solidale (SUA) al 4% non avrebbe eletti nel Consiglio Regionale e i suoi elettori non avrebbero rappresentanti, mentre gli elettori di un’altrettanto ipotetico Movimento Civico, Popolare e Responsabile (MCPR), sempre al 4% avrebbe idonea rappresentanza senza problemi.

Altrettanto discutibile è la previsione di un premio di maggioranza ingiustificato e di liste bloccate che non consentono all’elettore di esprimere una preferenza. Anche su tale aspetto la legge toscana è chiaramente non costituzionale visto che lascia ai partiti la possibilità di concedere o di non concedere all’elettore il diritto di esprimere  preferenze  o  di subire un listino bloccato.

Pur dubitando che la Corte Costituzionale possa condividere queste semplici considerazioni di senso comune mi chiedo come mai le principali forze politiche toscane si vogliano avventurare a utilizzare norme di dubbia costituzionalità che dunque potrebbero incorrere in un possibile annullamento.
La stessa cosa si potrebbe dire per la proposta renziana di legge elettorale nazionale che, pur essendo ancora lontana dall’approvazione, presenta anch’essa caratteristiche assai dubbie.

La risposta che rimane evidente è dunque una sola. La legge elettorale toscana deve servire solo a controllare le prossime elezioni da parte dei partiti maggiori. Dopo le elezioni si pronunci pure la Corte Costituzionale: anche se fosse avversa al “Toscanellum” non invaliderà certo la nomina degli eletti.  Per le successive elezioni ci si penserà.
La legge elettorale dunque non è più un elemento di garanzia, ma diventa solo uno strumento temporaneo di gestione del potere.

Lo stesso a livello nazionale: Renzi e Berlusconi aspetteranno l’ultimo anno di legislatura per approvare la legge, in modo tale che l’inevitabile pronunciamento della Corte Costituzionale avvenga dopo le elezioni.

 

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