Le mura del Castelnuovo

Castelnuovo è l’unico rimasto dei villaggi (“ville”) medievali di origine agricola che caratterizzavano la piana pratese  prima di essere inglobati nella crescita urbana. Essendo il più lontano dalla città ha conservato sostanzialmente la propria individualità, circondato ancora da spazio inedificato, seppure assai modificato rispetto all’epoca della sua origine, nel XIII secolo.

porta

fig. 1 – I piedritti della porta ad arco sull’ingresso Nord di Castelnuovo

Lo stesso nome di Castelnuovo indica che il borgo era difeso da opere di fortificazione, di cui non rimangono tracce a parte i piloni in pietra di una porta posta a Nord del piccolo aggregato (fig.1).
I poveri resti non danno l’idea dell’imponenza della porta fino all’ultima guerra quando venne praticamente distrutta dai tedeschi per motivi difficili da chiarire. Il suo aspetto massiccio caratterizzato dal basamento in muratura in alberese e dalla soprastante loggia, può essere ammirato nelle foto del periodo anteguerra (fig.2)

castelnuovo prima delle demolizioni tedesche

fig. 2 – La porta di Castelnuovo vista dalla piazzetta antistante la chiesa del borgo, in due foto speculari degli anni ’30. (archivio Fabio Panerai)

Tuttavia  è possibile rintracciare qualche elemento utile per ricostruire la consistenza delle opere di fortificazione del “castello”.
Per prima cosa dobbiamo considerare che esisteva almeno un’altra porta, completamente scomparsa e probabilmente del tutto simile a quella di cui ancora esistono le tracce.  La possiamo vedere chiaramente sulla planimetria del “Popolo di san Giorgio a Castelnuovo” contenuta nelle Piante dei “Capitani di parte” che mostra due porte, oltre alla chiesa e ad altri edifici. (fig. 3 )

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fig.3 – Particolare della planimetria popolo si san Giorgio a Castelnuovo- Piante dei Capitani di parte Guelfa- fine XVI sec.  Occorre considerare che il Nord è in basso.

Contrariamente a quanto potremmo supporre, non si trova a Sud cioè dalla parte opposta della porta di cui ancora rimangono le tracce. La planimetria mostra bene come le due porte corrispondessero alle  estremità di un’unica strada interna piegata a gomito  che era in effetti un tratto della viabilità più importante dell’epoca per l’area sud del territorio,  giungendo da Prato fino al ponte al Mulino secondo un tragitto diverso dall’attuale via Roma, quanto meno a partire dalle Fontanelle. 

La seconda porta era dunque orientata a Ovest ed  è sopravvissuta dal XIII secolo almeno fino al Settecento. Nel XIX secolo non compare più nelle rappresentazioni planimetriche mentre la porta Nord ha avuto, come abbiamo visto, una vita ancora più lunga.

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fig.4 – Particolare della planimetria popolo di san Giorgio a Castelnuovo- Piante dei Capitani di parte Guelfa

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Fig. 5 – Mappa catastale attuale

Per quel che riguarda il percorso delle mura si può analizzare la pianta catastale (fig. 5) per trarne elementi utili: infatti i confini di proprietà risultano essere elementi maggiormente conservativi di molti altri elementi e strutture territoriali.  

Il Catasto ci mostra bene un perimetro pressoché quadrato, sicuramente non casuale e che si può ragionevolmente pensare come tracciato delle mura medievali.  Trovato il perimetro si può ipotizzare la struttura urbanistica del piccolo borgo fortificato, oggi praticamente immutata per quel che riguarda la parte più antica, a parte la completa assenza delle mura.
Possiamo ricostruire la posizione della porta Ovest e il tracciato della strada in uscita da tale porta e ridotta a un viottolo di cui si sta perdendo l’uso pubblico.

Si può ugualmente ipotizzare l’esistenza di un fossato intorno al tracciato delle mura; questo sia perché ancora esistente per tutto l’angolo di Nord-Ovest, sia per la denominazione della strada a sud dell’abitato (via del Fossato). Tutto fa pensare che il fossato, alimentato dalla gora del Palasaccio o dalla gora di Castenuovo, fosse in effetti presente su tutti i lati del quadrilatero.
Nella fig. 6 un’ipotesi di ricostruzione della struttura urbana del piccolo borgo.

castel Nuovo

fig.6 – Ipotesi ricostruttiva del tracciato delle mura con terrapieno e fossato

Tutto questo rende chiaro come a sua formazione non è dovuta a fenomeni di crescita spontanea intorno ad un nucleo rurale ma deriva da una precisa volontà del comune medievale di posizionare un caposaldo in funzione anti pistoiese vicino al confine (fiume Ombrone) a tutela delle terre che si andavano bonificando nella piana sud del territorio pratese.  La struttura geometrica dell’impianto che avrà reso necessario un notevole impegno tecnico per il tracciamento geometrico quasi perfetto, avvicina Castelnuovo ai tanti borghi di fondazione voluti dai comuni medievali a presidiare i territori più remoti del proprio contado. Si possono citare come esempio le “terre nove” fiorentine nel Valdarno: Castelfranco, San Giovanni Valdarno e Terranuova Bracciolini, edificate secondo uno schema ortogonale attribuito ad Arnolfo di Cambio.

Facendo le giuste proporzioni Castelnuovo è un piccolo episodio all’interno di un vasto fenomeno europeo che vide la fondazione di numerosissimi  insediamenti alcuni dei quali divennero importanti centri urbani.

Rimangono naturalmente molti aspetti ancora da chiarire con ricerche d’archivio.
Non sappiamo niente circa la natura costruttiva delle mura; infatti se anche le porte erano in solida muratura di alberese, non possiamo essere certi che invece le mura non fossero realizzate con un sistema di terrapieno e palizzata lignea. Questo anche alla luce della circostanza che di esse non rimane traccia, salvo ricerche più approfondite relative alla struttura muraria di alcuni degli edifici.
Ci si potrebbe anche chiedere se esistesse anche una porta Sud non sopravvissuta fino alla prima rappresentazione cartografica del XVI secolo.
Ugualmente da chiarire la scarsa densità edificatoria all’interno delle mura a fronte di un borgo sorto all’esterno del tracciato delle mura già nel tardo medioevo, sull’angolo Sud- Est.

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