L’ultima occasione per Marson

L’assessore all’urbanistica della Regione Toscana si trova in un punto critico della sua permanenza nella Giunta Rossi. L’approvazione della Variante al PIT contenente la previsione de nuovo’aeroporto  ha messo Anna Marson in una posizione difficile, visto che ha manifestato, più o meno apertamente, dubbi sulla nuova pista e sulla sua compatibilità con il Parco della Piana.
Cominciò a manifestare le sue perplessità già nel 2010-2011, attirandosi critiche da destra e da sinistra.
Continuò nel 2012 contestando lo studio dell’Enac. Nel 2013 minimizzò l’adozione della Variante, rimandando a ipotetiche verifiche successive la fattibilità dell’aeroporto.
In questi giorni Marson lascia trasparire nuovamente il suo disappunto per l’approvazione della variante aeroportuale, affermando che come “assessore all’urbanistica e all’ambiente, non sono stata coinvolta nella discussione e nelle scelte”,  dichiarando che  sarebbe stato meglio mantenere il controllo pubblico sulla società aereoportuale di Pisa, parlando di “decisioni che sempre più spesso sembrano prese altrove”, lamentando attacchi dai “dai fautori di un grande aeroporto a Firenze, senza se e senza ma”.

18527092Nonostante questo si è attirata, forse giustamente, le critiche di chi ha osteggiato ben più apertamente l’aeroporto e che le rimprovera di non aver lasciato la Giunta per manifestare il suo dissenso.
Senza voler giustificare l’irresolutezza di Marson, tuttavia bisogna tener conto le difficoltà del ruolo del tecnico prestato alla politica e naturalmente investito dalle conseguenti contraddizioni che  avranno condotto l’assessore a un difficile equilibrio tra compromessi e obiettivi.

Evidentemente Marson ha dovuto subire la variante al PIT perché impegnata a condurre a conclusione la riforma della Legge di governo del territorio e l’approvazione del Piano paesaggistico regionale, da poco adottato e che dovrebbe essere un’importante strumento di tutela del territorio, pur con caratteristiche che lasciano dubbi sulla sua effettiva capacità di incidere.

Relativamente alla modifica della Legge Urbanistica regionale, l’assessore  ha avviato da tempo, in verità fin dal 2010, un iter di riforma che ha incontrato forti ostacoli, come dimostra il tempo trascorso, le continue revisioni e le stesse dichiarazioni di Marson che lamenta “campagne denigratorie con attacchi anche personali nei miei confronti” da parte di “lobbies composite che perseguono idee di sviluppo arretrate”.

Con la  nuova Legge urbanistica regionale, Marson vorrebbe correggere l’errore di «aver dato autonomia ai comuni senza accompagnarla con adeguato sostegno», affiancando “ai poteri dei comuni i corrispettivi contropoteri».
La riscrittura della legge vorrebbe quindi ristabilisce una verifica  sull’attività urbanistica dei comuni, evitando di lasciare sole le amministrazioni locali di fronte alla forza di convinzione dell’iniziativa economica privata.
Naturalmente gli oppositori hanno paventato il  pericolo di un potere gerarchico di veto che porterebbeun ritorno all’approvazione regionale dei piani.  In verità l’assessore Marson vorrebbe dare un maggior potere alla Commissione paritetica, formata da rappresentanti della Regione, della Provincia e del Comune, che si pronuncia qualora  la Regione rilevi una violazione delle norme generali e che, al contrario di oggi (come sappiamo bene a Prato), potrebbe imporre l’adeguamento del piano.
Ma non è solo la libertà di regolare la materia urbanistica che è in gioco. La proposta di legge vuole introdurre condizioni per garantire che gli impegni di suolo siano consentiti esclusivamente qualora non vi siano alternative di riutilizzazione e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti. Dovrebbe, per esempio, essere introdotto l’obbligo per i comuni di verifiche puntuali dei volumi e delle aree urbanizzate esistenti e riutilizzabili e di delimitare in modo stabile aree non urbanizzate e aree urbanizzate, limitando le espansioni urbanistiche e soprattutto assoggettandole a speciali procedure  verifiche non di sola competenza comunale.

Se la nuova legge urbanistica regionale non arriverà in porto, sarà una dura sconfitta personale per l’assessore Marson, ma anche una sconfitta culturale di un’intera categoria di operatori dell’urbanistica che in un ventennio hanno inventato parole nuove, strumenti nuovi,  procedure nuove e una nuova retorica di comunicazione della pianificazione urbanistica; tutto per non raccogliere alcun concreto risultato relativamente ai nobili obiettivi prefissi (valorizzazione ambientale, sviluppo sostenibile, freno al consumo di suolo, qualità urbana, difesa delle aree agricole).

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