Non è solo questione di rumore

La maggior parte delle polemiche relative al nuovo aeroporto di Firenze hanno ad oggetto il rumore e questo sembra comprensibile, per i disagi che causeranno i voli più frequenti e con aerei più grandi rispetto a quelli attuali.
Tuttavia quest’argomento non esaurisce i danni che l’aeroporto provocherà nell’intera piana.
Se anche gli aerei volassero silenziosi come dirigibili sarebbero comunque la causa di numerosi problemi.

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Innanzi tutto l’enorme costo economico addossato alla collettività per la costruzione dell’aeroporto e delle numerosissime opere di contorno e di adattamento: risorse sottratte ad opere indispensabili come il potenziamento del trasporto pubblico locale su ferro.
Dovremmo poi esaminare dissesti al sistema idrogeologico causati dalla problematica deviazione di corsi d’acqua e dall’isolamento del reticolo idrico minore di tutta la piana di Sesto.
Da non trascurare i pesanti vincoli urbanistici che il nuovo aeroporto renderà necessari e di cui i comuni vicini (compreso Prato) non hanno ancora intravisto la portata.
Trascuro, per brevità, la scomparsa di aree umide, l’impossibilità di realizzare la porzione del Parco della piana più baricentrica e dunque più utile, il calo dei valore immobiliari, l’enorme consumo di suolo (almeno 200 ettari), l’inquinamento elettromagnetico, le difficoltà viarie create da un insormontabile ostacolo largo 3 chilometri, l’abnorme aumento del turismo di massa che renderà per sempre Firenze una “Disneyland del Rinascimento”.
Mi voglio invece soffermare sull’inquinamento dell’aria e del suolo.

fumo_decolloGli aerei bruciano nel decollo e nell’atterraggio enormi quantità di carburante (fino al 33% del totale), utilizzando cherosene altamente inquinante (altro che la benzina senza piombo), in motori a turbina privi di qualsiasi sistema di filtraggio: sostanze incombuste (benzene, benzopirene), particolato (piombo e altri metalli, Pm10 e Pm2,5) e gas (ossidi di azoto, ozono, monossido di carbonio, biossido di zolfo), vengono  nebulizzate ed irrorate lungo la scia dell’aereo lungo le rotta di atterraggio e decollo. Inoltre, con venti forti gli aerei in atterraggio si alleggeriscono del carburante espellendolo nell’aria.
Anche l’attuale aeroporto inquina, ma moltiplicando il traffico per 3 o per 4 è come triplicare il traffico automobilistico sulle nostre strade: sarebbe un totale disastro ambientale.

Le conseguenze di tale inquinamento, che va ad aggiungersi a quello delle altre fonti presenti e future (autostrada, inceneritore, traffico stradale ecc.), sono di tipo sanitario (riduzione della funzionalità polmonare, riduzione della speranza di vita, aumento delle malattie cardiovascolari e neoplastiche, insufficienza renale, aborti spontanei e parti prematuri) ma anche economico visto che metterà la parola fine sul possibile uso agricolo della piana, danneggiando anche le produzioni agricole collinari.

 

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