Una copertina

Il “Governatore” Rossi ha scritto un libro in vendita nelle migliori librerie. Naturalmente non lo comprerò e non lo leggerò: non mi piacciono i volantini elettorali troppo lunghi. Questo “Viaggio in Toscana” è in effetti il manifesto di autocandidatura ad un secondo mandato e l’apertura  di una dura e lunghissima campagna elettorale in cui il PD si giocherà  il governo di una regione, amministrata fin dalla nascita dal gran partitone, rischiando di perdere se  riconfermerà Rossi.

Mi accontenterò di leggere e recensire la copertina, densa di significati.

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Cominciamo dal titolo.
Per comprenderlo occorre ritornare su uno degli argomenti preferiti da Rossi: il richiamo al passato lorenese quando la Toscana felix attraversò un periodo di modernizzazione caratterizzato anche dalla realizzazione di tante infrastrutture. L’esponente più illuminato della dinastia, proveniente da Vienna, fu Pietro Leopoldo, granduca riformista che rinnovò la legislazione, che smantellò le dogane, che introdusse il catasto e che abolì la pena di morte il 30 novembre 1786 (Festa della Toscana).
Il granduca passò gli anni del suo regno viaggiando continuamente per la regione, nonostante una salute malferma, ispezionando tutte le aree della regione, e riportando minuziosamente le proprie impressioni su una gran mole di appunti densi di impressioni  e osservazioni (pubblicate  alcuni anni fa in tre volumi: “Relazioni sul governo della Toscana”), che dovevano costituire uno strumento di stimolo e innovazione per l’azione amministrativa del suo successore e che sono un grandioso “Viaggio in Toscana” durato quindici anni.
Ecco dunque che Rossi, grigio politicante stizzoso, si trasforma in novello Pietro Leopoldo e tenta di seguire le orme del granduca condensando in questo libro le sue profonde “Relazioni sul governo della Toscana” (destinate al suo successore?) raccolte in fugaci visite costituite da 26 occasionali tappe, 204 brevi incontri, 12mila chilometri, percorsi su una Fiat Punto, a metano per dare una spruzzatina di sostenibilità.
Anche la foto della copertina ci dice molto.
Rossi ha scelto l’ avveniristico ponte metallico di Montevarchi, costato l’enorme cifra di 53 milioni di euro e in via di completamento dopo anni. Al “Governatore” piacciono le opere protese verso il futuro e tutte le infrastrutture che ha proposto in questi anni sono ai suoi occhi modernissime espressioni dell’ingegneria e dell’architettura, come il nuovo ospedale di Prato che, secondo Rossi, “è all’avanguarda anche dal punto di vista architettonico tanto che è stato preso a modello al Moma di New York”.
Il ponte della foto dunque ci parla della volontà di modernizzazione del nostro Granduca e della sua convinzione che le tante nuove infrastrutture previste siano un ponte verso il futuro.
Tuttavia il ponte è  anche proteso verso un verde paesaggio collinare e Rossi, in definitiva, con questa copertina ci dice che le avveniristiche opere sulle quali ha puntato possono convivere positivamente con il paesaggio come il ponte di Montevarchi convive con le colline sullo sfondo. Allo stesso modo il nuovo aeroporto potrà coesistere con il Parco della Piana e con un inceneritore, l’autostrada Tirrenica con il paesaggio della Maremma, gli impianti eolici con il crinale appenninico, i pirogassificatori con la qualità dell’aria, gli investimenti pubblici con l’interesse privato, gli  impianti geotermici con gli abitanti dell’Amiata e della Valdelsa,  ecc.
Non tutti sono d’accordo.

 

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