Una pieve fortificata

101_2114L’antica pieve di Sant’Ippolito ha visto il territorio circostante modificarsi implacabilmente e tuttavia conserva ancora un’atmosfera che testimonia la sua antichissima origine.
Si tratta di un edificio, fondato nell’alto medioevoche meriterebbe studi approfonditi, non solo rispetto alla sua localizzazione su una viabilità che risale all’epoca romana, ma anche per i suoi caratteri architettonici che presentano aspetti sorprendenti.

Qui tuttavia voglio mostrare un’altro aspetto poco conosciuto e cioè come la pieve si sia trovata durante la sua millenaria storia, ad essere inglobata in una fortificazione medievale. Infatti in  un plantario del XVI secolo la chiesa si trova all’interno di alte mura merlate e dal varco della porta ad arco si intravede la sua sagoma che seppure sommariamente rappresentata corrisponde all’attuale aspetto della chiesa.

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Archivio di Stato di Firenze- Piante dei capitani di parte. Popolo di San Poto. seconda metà del XVI secolo

La costruzione della fortificazione risale sicuramente ad un’epoca precedente alla metà del Trecento, quando Firenze, sconfiggendo Pistoia e assoggettando Prato, pacificò tutta la piana. Il castello di Sant’Ippolito si può ricondurre quindi alle ingenti opere che il libero comune di Prato, tra XIII e XIV secolo, intraprese per difendere il proprio territorio e che portarono a un sistema difensivo complesso e ancora in parte da studiare, anche se di esso rimangono veramente poche tracce. Da notare come la pieve di Sant’Ippolito fosse prossima al confine di Prato verso Pistoia, sul corso del Calice. In particolare sembra che la decisioone di fortificare la pieve di Sant’Ippolito in Piazzanese (e quella di San Pietro a Iolo), fu presa nel 1323, dopo una scorreria di Castruccio Castracani proprio nella zona di Iolo. Per rendere possibile la costruzione delle difese murarie il Comune dispose che gli abitanti delle ville di Iolo, Galciana, Casale, Capezzana, Vergaio, fossero esentati dalle imposte, affinché potessero partecipare alla costruzione.(1)
La funzione delle mura doveva essere quella di difendere la pieve, ma anche quella da fare da punto di raccolta  e rifugio per gli abitanti del plebato, sparsi nei vari insediamenti rurali della piana, a cui la pieve faceva da riferimento.

Il percorso quadrangolare delle mura merlate di Sant’Ippolito si può solo ipotizzare osservando l’attuale stato dei luoghi.

sant'ippolito
La posizione della porta in asse con la pieve  è confermata da una rappresentazione di fine XVI secolo che dimostra la lunga sopravvivenza del circuito delle mura, almeno per quanto riguarda il sedime perimetrale e la porta, forse con elementi monumentali.

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(1) Emanuele Repetti – Dizionario geografico fisico storico della Toscana, vol. IV, 1841

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