Il Re dell’inciucio

Una figura si distingueva tra i dimenticati saggi nominati due anni fa da Napolitano: quella di Luciano Violante, un professionista della trattativa, una certezza per le finalità del Presidente.violante
Durante l’ultimo ventennio , nella lunga carriera politica dell’ex magistrato, che è in politica dal 1979, due sole sono le costanti: essere perennemente candidato alla Presidenza della Repubblica e alla Corte Costituzionale e perseguire con incredibile perseveranza e pervicacia l’accordo con la destra, berlusconiana e non solo.
Forse oggi, con l’aiuto di Renzi,  potrà coronare i suoi sogni, o almeno uno di essi.
Nel 1996, appena eletto presidente della Camera dei Deputati, fece uno storico appello alla riconciliazione tra le forze che si richiamano alla Resistenza italiana e la Destra post-fascista auspicando un riconoscimento ai ragazzi di Salò.
Nel 1998 lanciò una proposta di amnistia per i reati di Mani Pulite, a processi aperti, venendo  duramente redarguito da Giorgio Bocca.
Nel 1992, come Presidente della Commissione parlamentare Antimafia ricevette la proposta di incontrare in modo riservato, a “quattr’occhi” Vito Ciancimino, per avviare una trattativa con Cosa Nostra, ma non ne fece parola con nessuno fino al 2009.
Nel 2003 in uno storico discorso alla Camera dei Deputati rivendicò come meriti del PD, aver consentito l’eleggibilità di Silvio Berlusconi, aver mantenuto un atteggiamento di favore per Mediaset e non aver tentato di approvare leggi sul conflitto d’interesse, aggiungendo che già nel 1994 erano state date ampi assicurazione di ciò a Berlusconi e Letta.
Nel 2007 definì Craxi un «formidabile spirito innovativo», lodò Berlusconi per aver sdoganato la Lega e definì un “problema democratico” i processi a quest’ultimo.
Tra il 2007 e il 2008 fu autore della cosiddetta “bozza Violante”, una proposta di riforma costituzionale presidenzialista assai apprezzata dai berlusconiani e sulla quale si poteva concretizzare un formidabile inciucio, fallito per cause occasionali.
Nel 2009 fondò “Italia decide” una fondazione culturale che ha tra i suoi soci, Tremonti, Gianni Letta, Alfio Marchini, L’Enel, la Società Autostrade, Altero Matteoli, Alessandro Profumo, Vito Riggio, Giuliano Amato.
Nel 2010, a Cortina, suggerì al Guardasigilli Alfano una riforma del CSM tesa ad aumentare la componente politica.
Nel 2011 appoggiò l’ipotesi di non pubblicare le intercettazioni telefoniche.
Nel 2012 , lanciò l’idea di rivedere in Parlamento il reato di concorso esterno ad associazione mafiosa e portò avanti a oltranza un’ipotesi di compromesso sulla legge elettorale.
Insomma, un vero professionista che oggi sancisce l’inciucio come sistema.

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