Trasparenza amministrativa e bilancio

La faticosa approvazione del bilancio consuntivo 2013 del Comune di Prato merita qualche riflessione.

L’Amministrazione ha pubblicato tutti i documenti e allegati, eppure dopo averli consultati, aleggia sovrano il dubbio. Buco, avanzo, debiti, crediti, disavanzo, cassa, liquidità si alternano senza sosta nelle dichiarazioni di segno opposto, rilanciate dall’informazione, che  riporta ogni frase senza commenti.

Del resto l’esperto sindaco uscente non ha paura di smentire sé stesso, dopo solo due mesi dalla Delibera  99 /2014, sulla necessità di tagli e tasse, sicuro che nessuno dei cittadini saprà approfondire.
L’inesperto sindaco entrante si rivolge al centro studi dell’ANCI per un parere autorevole.
Il M5S si astiene perché “non ha avuto il tempo ed il modo di dotarsi di tutti gli strumenti per fare le opportune verifiche”.
Un agguerrito blogger giovane e laureato dichiara:  “Non ci ho capito nulla “.
Anch’io non nascondo di non averci capito niente

Questo ci dice che il Il D.Lgl 33/2005 che prescrive la trasparenza ” intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni”, è una delle tante leggi italiane il cui rispetto formale impedisce di fatto il rispetto sostanziale.

Il bilancio consuntivo, in tante pagine di numeri, tutte rigorosamente conformi alla legge, non riesce a dare le informazioni davvero utili ai cittadini per consentire “forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”. Cosa vorremmo sapere? Come sono state spese le risorse, non per voci aggregate, disaggregate  e poi di nuovo riaggregate,  ma per singole opere, manifestazioni, interventi.  Così potremmo sapere a cosa sono serviti i 2.805.679,83 euro destinati alla ” Tutela, valorizzazione e recupero ambientale” oppure i 1.711.838,10 euro per “Interventi per gli anziani”.

Sarebbe anche utile inserire  la variazione non solo rispetto alla previsione, ma anche rispetto al consuntivo dell’anno precedente, così si potrebbe apprezzare meglio, e commentare, per esempio, il calo di oltre il 30% delle entrate per permessi di costruire.

Utilissime sarebbero poi delle note esplicative, per chiarire, per esempio, come mai la tassa sull’occupazione del suolo pubblico abbia dato solo l’inverosimile cifra di € 13.870,18.

In tal modo tutto rimane nebuloso e qualsiasi politico può dichiarare la qualsiasi cosa, sicuro di essere contrastato, ma non platealmente smentito.
Tuttavia, tra tanti tecnicismi, la Relazione del revisori dei conti offre qualche utile informazione non sufficiente a capire la situazione ma sicuramente interessante:

  • Il Comune è vicinissimo alla “soglia dei parametri di deficitarietà strutturale” (pag.84 ) il cui superamento comporterebbe pesantissime conseguenze.
  • A Prato vi è stata un’impennata di imposte e sanzioni non pagate che finiscono all’attivo bilancio come crediti dall’amministrazione, senza che però i soldi siano incassati (pag. 90). Questo fa venire dei dubbi sull’effettivo pareggio di bilancio, tanto che si profila un “disavanzo sostanziale” (pag.15)  e comunque mostra uno squilibrio che si sta aggravando nel 2014 (pag.91) e renderà problematici i futuri bilanci (pag.92).
  • I debiti del Comune divisi tra tutti i cittadini sono oltre 550 euro a testa ( pag.37).
  • Tuttavia a questi debiti verso banche e simili su cui sinpagano interessi, occorre aggiungere i debiti dovuti a pagamenti in ritardo che l’Ente dovrà effettuare (pag. 87).
  • Tutte le partecipate hanno forti indebitamenti: record di Interporto con oltre 40 milioni (pag.79).
  • Gida deve 2 milioni al Comune ma non li paga (pag. 83).

 

 

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