Renzi e il palco in Piazza del Duomo

Bisogna essere grati a Renzi perché con la sua presenza rende evidenti cose per anni e decenni rimaste latenti e nascoste.
Da dieci anni alla guida di amministrazioni pubbliche ha mostrato con chiarezza che la sinistra non esiste.
Da  sei mesi alla guida del PD mostra come tale partito non sia mai stato di sinistra.
Da novanta giorni al governo mostra con chiarezza che in Italia non c’è differenza tra destra e sinistra.
Va a Berlino e mostra come la sovranità nazionale sia a rischio.
Va in una scuola di Siracusa e mostra come la democrazia sia a rischio.
Va in Senato e rende evidente come le garanzie costituzionali siano a rischio.
Va a Prato e mostra come la piazza simbolo della città non sia idonea ad accoglierlo.

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In effetti non c’è posto per sistemare  in modo ottimale il grande palco destinato ad accoglierlo e le centinaia di migliaia di seguaci destinati ad applaudirlo.
La colpa di tutto questo è degli amministratori pratesi di fine Ottocento che presero la decisione di costruire l’ingombrante “fontana del Pescatorello”,  realizzata in marmo con animali marini dominata dalla scultura di un giovane pescatore, disegnata da Mariano Falcini e  scolpita da Emanuele Caroni e Ulisse Cambi.

Tale fontana posizionata in modo incongruo all’interno della piazza rende difficile l’utilizzazione della stessa per manifestazioni religiose o/o politiche e la rende poco idonea ad un ruolo di spazio civico.
untitledhfjAl contrario l’antica fontana, opera di Ferdinando Tacca, demolita per essere sostituita dalla “fontana del Pescatorello”, era posta in posizione defilata e laterale, sulla testa del largo Carducci (piazzetta dei Salci) in modo tale da rendere libera completamente Piazza Duomo, amplificandone il ruolo di spazio pubblico e allo stesso tempo qualificando largo Carducci, trasformato in una piazzetta.
Dunque cosa aspetta Renzi a rottamare questa cazzo di fontana dei Paperi ?

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