Strategy exit

Tra le omissioni del programma elettorale di Matteo Biffoni spicca la mancanza di qualsiasi contenuto alle partecipate del comune di Prato, tranne un fugace e indeterminato accenno all’Interporto.

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Certo non si può pretendere profonde riflessioni di autocritica dal candidato di un partito che ha governato la degenerazione di queste partecipate, diventate centri di potere feudale.
In particolare non si può pretendere una completa ammissioni di responsabilità per la deriva di Consiag-Estra, divenuto un vero “partito del gas” capace  di pervadere la vita amministrativa e politica della città e capace di sfuggire al controllo gestito dal PCI-Pds-DS-PD, divenendo soggetto complementare all’Amministrazione cittadina, in modo simile al Monte dei Paschi di Siena,  oltre che Grande Sponsor, con soldi pubblici, di qualsiasi avvenimento culturale, sportivo e ricreativo della provincia tutta.
Consiag aveva inoltre promosso grandiosi interventi urbanistici, distribuito sostanziosi utili ai comuni, investito in ambiziose partecipazioni, creato innumerevoli società controllate moltiplicando i consigli di amministrazione, assunto con criteri clientelari, realizzato una vasta rete di collaborazioni e relazioni, fino a esprimere la disastrosa candidatura alla carica di sindaco del suo stesso presidente, simbolo della fine di un’epoca. Ora costui ritorna con imbarazzanti intercettazioni che fanno intravedere l’opacità del sistema Consiag.

Comunque Biffoni, seppure personalmente estraneo a quanto successo nel passato, non può sottrarsi a due gravi incombenze.

  1. La prima è una chiara dichiarazione di sfiducia verso l’attuale dirigenza di una partecipata di cui il Comune detiene ancora un’ampia quota. Una dirigenza che oltre alle intercettazioni lette sui giornali, alle perquisizioni, e alle indagini, ha condotto la società a perdere la gara della fornitura di gas nella stessa città di cui è (o era) la maggiore realtà economica per fatturato e dipendenti.
    In tal modo si renderebbe evidente anche la  mancanza di sudditanza di Biffoni verso il partito dei vecchi notabili difficili da rottamare.

  2. La seconda è quella di prefigurare una strategy exit dall’attuale situazione, magari facendo riferimento ad un’ambito ben più grande di Prato, oppure addirittura una strategy exit dalla stessa partecipata, visto che gli avvenimenti e gli accordi segreti stanno conducendo Estra (e quindi Consiag) fuori dagli interessi cittadini mettendo una pesante ipoteca su una parte delle infrastrutture pubbliche.

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