Wikipedia, M5S e Democrazia – Due candidati sbagliati

Non mi stancherò di sottolineare l’importanza del Movimento 5 Stelle non solo nell’evoluzione della politica italiana ma anche nella scoperta delle possibilità e dei limiti dell’evoluzione verso una democrazia più diretta e meno rappresentativa.

Sembrerà strano ma temi analoghi a quelli dei grillini sono affrontati nella Rete, all’interno di una esperienza più vasta, anche se apolitica rispetto al M5S. Si tratta di Wikipedia, l’enciclopedia libera a cui collaboro da anni e che si basa anch’essa su regole improntate alla democrazia diretta. Gli amministratori valgono “uno” come tutti gli altri e hanno una funzione di servizio e non gerarchica; sono eletti da tutti gli iscritti, anche quelli dell’ultima ora, e sono sottoposti a una “graticola” annuale.

downloadNon mancano i contrasti interni sintetizzabili nell’atteggiamento di qualche amministratore che all’incirca dice: “Voi state sempre a criticare, io invece mi sbatto a tutte le ore sacrificando il mio tempo e vengo ricompensato da chi mi accusa di essere inamovibile.” Tuttavia ogni aspetto dell’organizzazione è oggetto di continui confronti, anche estenuanti, ma nei quali è proibito accedere a offese personali.

Una delle regole della democrazia wikipediana è : “non correre alle urne” ; il voto a suffragio universale è ritenuto uno dei pilastri della democrazia, ma non l’unico pilastro. In analogie al pensiero politico di Hannah Arendt e Robert Dahl, si intende la democrazia come sistema complesso, in cui accanto alla democrazia della maggioranza esistono, in positivo e negativo, altri elementi condizionanti.   L’obiettivo dovrebbe essere quello che ogni individuo personalmente interessato da una decisione abbia l’opportunità di intervenire in quella decisione. Si tratta della più chiara definizione di democrazia diretta.

Pertanto il voto viene lasciato come ultima risorsa. Tutti sono tenuti a collaborare  per la costruzione del consenso attraverso la discussione e rifiutarsi di farlo può portare anche all’esclusione più o meno temporanea. Sono utilizzati anche il silenzio-assenso e il principio che nessuna posizione possa danneggiare il progetto. Le discussioni che portano ad un consenso richiedono ai partecipanti di chiarire le proprie idee  e comprendere le ragioni altrui, al contrario di una votazione che può marginalizzare la parte “perdente” e convincere la parte”vincente”  di poter fare ciò che si vuole; in questo modo non si è risolto niente, visto che non si è raggiunto un consenso.

490px-Logo_MoVimento_5_stelle
Il M5S presenta sicuramente analogie (primo tra tutti la presenza di un ingombrante padre fondatore)  e differenze con l’organizzazione di Wikipedia che lascio all’approfondimento del lettore.
Vorrei però sottolineare come la mancanza di un protocollo che obblighi al confronto e alla ricerca del consenso abbia consentito le divisioni che caratterizzano il movimento a Prato e come l’uso, forse inevitabile del voto, sempre a Prato, abbia condotto a due candidati sbagliati.
Sbagliato il candidato Barosco perché non ha mai voluto fare autocritica sul suo appoggio a Cenni nel 2009; perché eterno candidato; perché materializzazione dell’idea di inamovibilità come unico detentore della password; perché nelle ultime prese di posizione sui fatti cittadini ha rivelato idee populiste e scarso approfondimento; perché elemento di divisione e non di aggregazione.
Sbagliata la candidata Verdolini perché fin’ora poco visibile all’esterno nelle iniziative del movimento; perché sconosciuta a tutti; perché con scarso appeal elettorale, almeno al momento, anche se spero di sbagliarmi.

Annunci