Passando dalla Catena

Ogni giorno mi capita di transitare dalla Catena, una piccola località nei pressi di Seano lungo l’antica strada da Firenze per Pistoia.  Si chiama così perché in tale località si trovava la dogana interna tra il territorio pistoiese e quello fiorentino, posta in corrispondenza dell’evidente strettoia della Regia Strada Pistoiese.

catena

Un’altra Catena da cui passo frequentemente è presso il ponte sul torrente Bure, tra Agliana e il territorio di Montemurlo e anche questa località prende il nome dalla catena che sbarrava la strada a chi transitava tra Pistoia e Prato, affinché si fermasse a pagare il dazio. Altre barriere del dazio intorno a Prato, si trovavano verso Vernio (loc. La Dogana) e verso Firenze. Tutto il sistema, che creava artificiose divisioni, aveva lo scopo di favorire la Dominante (Firenze)  con imposizioni fiscali, agevolazioni e franchigie.  Il grande Pietro Leopoldo progettò la riforma complessiva del sistema  delle dogane abolendo quelle interne e rimodernando invece quelle esterne poste ai confini del Granducato. La legge fu emanata nell’ottobre del 1791, al tempo di Ferdinando III.

Da allora le “catene” furono smantellate, almeno materialmente, perché invece rimangono ben infisse nelle mentalità chiuse e ristrette di molti abitanti della Piana ed in particolare in quelle di molti pratesi che, benché al centro dell’area metropolitana, rifiutano qualsiasi ipotesi di governo comune per un territorio che ormai rappresenta un’unica entità, non solo geografica, ma sociale ed economica. Dunque vorrebbero tenere in catene un territorio inutilmente diviso, dimenticando la lezione del grande Pietro Leopoldo.

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