I soldi della declassata

matteoli

A giorni inizieranno i lavori del primo stralcio del raddoppio della Declassata a Prato. Questo è stato possibile grazie al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha concesso il finanziamento necessario a condannare all’eterno degrado una parte delle città.
Le modalità con cui l’erogazione di 16 milioni per il raddoppio è giunto da Roma a Prato fa riflettere su questioni più generali.

La vicenda dimostra che se un Comune, o un altro ente locale, ha necessità di un’opera pubblica non deve perdere tempo a cercare  di finanziarla con l’indebitamento; non deve attardarsi a predisporre progetti e valutazioni; non deve affannarsi a far inserire l’opera in liste di priorità presso la Regione o il CIPE.
Deve solo richiamare l’attenzione di un ministro amico e attendere che questi, mosso solo dalla vicinanza politica o dall’intervento di sodali intermediari, si interessi della faccenda.
Per Prato questo protettore è stato il Ministro delle Infrastrutture stradali e dei Trasporti su gomma Altero Matteoli, a cui il fedele pratese Filippo Bernocchi, assessore alle grandi opere, ha chiesto direttamente la somma necessaria al grande viadotto, certo di trovare “un interlocutore attento” che sa “dell’importanza dell’opera per la città”. Secondo il sindaco Cenni , Matteoli ” sicuramente rappresenta una garanzia per gli interessi della nostra comunità, l’ha già dimostrato e confido lo faccia ancora”. Infatti i soldi che Prato ha chiesto direttamente al ministro secondo un meccanismo “feudale” si sono poi concretizzati, anche se sotto l’egida del successore di Matteoli, sostituito al Ministero delle Sovrastrutture dal collega di partito Maurizio Lupi.

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Dopo la fase della supplica, la procedura per ottenere il necessario finanziamento prevede poi l’organizzazione di un bel evento che consenta al competente Ministro ai Grandi Trasporti, come un missus dominicus, di calare da Roma nella bisognosa cittadina a presenziare, posare per i fotografi con i vassalli e annunciare la sospirata Concessione dei necessari milioni. E dunque la Giunta pratese ha ben ospitato il ministro Lupi in visita alla mostra sul Rinascimento a Palazzo Pretorio. Grande soddisfazione del sindaco che dichiarò: “Si tratta del più bel regaloche si potesse ricevere dopo un anno e mezzo di attesa” . Il ministro Lupi è uno dei più solerti ad affermare questo celere meccanismo amministrativo: negli stessi giorni della gita a Prato era in giro per l’Italia per concedere la realizzazione di tante nuove e utili strade a Lucca, in Abruzzo, a Fano, a Civitavecchia, a Pesaro, in Calabria ecc.

Dunque è così che funziona!  Alla luce del sole. I finanziamenti per gli investimenti pubblici non seguono le  strade erte della Programmazione ma quelle  più spicce della Concessione.
Questa  procedura non è poi così nuova, ma deve aver avuto un maggior impulso dall’attuale formula di governo di larghe intese che consente a tutte le parti politiche la possibilità di elargire Concessioni ai sindaci amici.
Questo comporta che, al momento, solo i comuni amministrati dalla destra potranno avere strade e infrastrutture e solo quelli amministrati dalla sinistra potranno dare avvio a restauri monumentali e scavi archeologici.

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