Bluff

La giunta Cenni , composta da abili pokeristi, sa usare con maestria il bluff, ma nell’occasione della partecipazione al  bando della fondazione Bloomberg che finanzierà le migliori idee di riqualificazione urbana, ha superato ogni limite.
Come normale in ogni bluff le carte sono state tenute nascoste e il “progetto” è stato quanto più possibile tenuto segreto.
La stampa ha abboccato presentando l’iniziativa in modo lusinghiero, come intervento di riqualificazione e integrazione, multiculturale, senza comprendere di questo lungimirante progetto.

Quanto invece peserà la storica figuraccia che farà l’intera città davanti alla qualificata opinione pubblica internazionale costituita dalla giuria che vedrà e valuterà la grandiosa idea, modestamente denominata “Universal Citizenship Park” ?

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Vediamo le carte di questa sfortunata mano:

  1. Il misterioso “Universal Citizenship Park” è una struttura di verde lineare posto poco a Nord di via Galcianese, e non è un’idea nuova, visto che era già prevista, anche se in forma più ricca e articolata, sul Regolamento Edilizio e discussa nell’ambito del processo partecipativo che ha portato al nuovo Piano Strutturale.
  2. Le rare immagini del progetto Cenni-Bloomberg pudicamente omettono che tale area verde sia attraversata al centro da una nuova arteria stradale, di cui esiste già un troncone, che partendo dalla rotonda in costruzione sulla tangenziale e prolungando via Suor Niccolina Infermiera, passerà il sovrappasso di cui si attende il completamento e collegherà l’ospedale con via Toscanini e da lì con il centro città.
  3. Il “parco” sarebbe dunque un ampio viale alberato con le sue rotonde, i suoi parcheggi, i suoi viali alberati e i suoi controviali per il traffico di servizio; dunque per forma, per dimensioni e per la presenza di un’importante arteria stradale, del tutto inidoneo a rappresentare un parco urbano o quantomeno un giardino pubblico utilizzabile. In effetti è “verde di rispetto della viabilità” che il DM 1444/68 vieta di considerare “verde pubblico”.
  4. Non si comprende come tale “Parco della cittadinanza universale” potrebbe avere il ruolo di riqualificazione del Macrolotto zero con lo scopo di creare un luogo di socializzazione che abbatta la ghettizzazione etnica nella zona della cosidetta Chinatown a cui peraltro è periferico e destinato quindi a rappresentare un confine e non un centro di aggregazione, salvo che non intervenga la presenza di un bel centro commerciale che risolverebbe il problema.
  5. Ai lati del “parco” sono previsti tanti nuovi edifici di residenza intensiva, realizzati magari mediante la perequazione, anche se dalle immagini presentate non si capisce quali cessioni di spazi pubblici debbano essere perequati.
  6. Il resto del “progetto” è caratterizzato da edifici residenziali (e commerciali ?) realizzati nell’area inedificata ai lati della stretta “area verde” oppure al posto di capannoni inutilizzati; una ricetta che già conosciamo e che non funziona se non accompagnata da una puntuale e preliminare progettazione di ampi spazi pubblici.

Chi ci potrà ripagare da questo bluff miseramente naufragato nel nulla, e disperatamente tentato per soli fini elettorali?

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