L’urbanista e il quartiere di San Paolo-Borgonuovo

DEGRADO4

La conferenza di Bernardo Secchi e Ilda Curti al circolo Curiel di via Filzi ha rappresentato un momento di riflessione importante per la città e sulla rigenerazione delle aree in disuso, sollevando grandi polemiche politiche di virulenza inaudita, basate su frasi tolte dal loro contesto, da parte di persone che non erano presenti.
Ecco invece, tra i tanti, alcuni concetti chiari e semplici che io ho capito da quanto veniva detto e che condivido.

  1. La trasformazioni di spazi produttivi in disuso è piena di difficoltà: qualsiasi investitore, finché sarà possibile,  preferirà costruire in mezzo a un campo o in in mezzo ad un prato, senza vincoli e senza difficoltà. Occorre dunque una politica urbanistica che non consenta il consumo di suolo libero, incentivando in tal modo la trasformazione di spazi urbani inutilizzati o sottoutilizzati.
  2. La rigenerazione urbana non comincia e non dipende  dall’iniziativa di investitori privati ma dalla realizzazione di spazi pubblici e dalla loro qualità.  Se vogliamo rigenerare e rinnovare il quartiere di San Paolo-Borgonuoivo e quello del Soccorso dobbiamo cominciare a pensare, in via prioritaria a spazi aperti, marciapiedi, piazze,  scuole, vie ciclabili e giardini, progettati e non casuali.

Discutiamo di questo!

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