Due candidati e mezzo

Candidato Matteo Biffonid306150

  • Matteo Biffoni ha fatto male a non chiedere le primarie. Le acclamazioni, in casa del PD che le primarie le ha reinventate, appaiono sempre poco democratiche. Inoltre si sa che le primarie sono sempre un ottimo traino elettorale.
  • Biffoni ha dato l’impressione che la sua candidatura sia in realtà una nomina di Renzi, un’investitura dall’alto che ne limiterà l’autonomia su temi importanti per la città.
  • Biffoni prima o poi dovrà dimettersi da parlamentare; il suo tergiversare può farlo apparire uno dei soliti politici candidati a tutto, attaccati a ogni vantaggio personale e che ci provano a tenere il sedere in due poltrone.
  • Biffoni si difende dagli attacchi del M5S accusandoli di non avere un programma, ma quanto egli stesso ha saputo dire finora si può riassumere, più che in slogan, in pensierini : “una Prato più bella”, “non si deve avere paura del futuro”, “spero che Rossi riveda le sue posizioni sull’aeroporto”, “il centro di Prato deve tornare ad essere il salotto buono della città”.

 

Candidato Fausto Barosco1001bc0

  • Sorprende che a rimproverare Biffoni per gli aspetti precedenti sia Barosco che di primarie se ne intende visto che è stato “eletto” candidato dal voto di 49 attivisti, lievitati a 100 e poi ritornati malinconicamente a 49 (meno dei numerosissimi membri dell’assemblea provinciale PD che ha nominato Biffoni).
  • Barosco accusa Biffoni di prendere ordini da Renzi, che gli ha ordinato di candidarsi, ma dimentica di non aver potuto partecipare a una trasmissione della 7 per il diktat di Grillo e di attendere trepidante la decisione da Genova da cui dipende la sua dubbia candidatura.
  • Barosco, nella sua “ira funesta”, dimentica anche il suo eterno ruolo di candidato e anche lui sembra con il sedere attaccato, non alle poltrone ma agli sgabelli che le TV locali offrono volentieri ai candidati nei dibattiti delle campagne elettorali.
  • Barosco giustamente accusa Biffoni di aver iniziato la campagna elettorale non con proposte, ma con vuoti slogan; da parte sua proposte non ne ha ancora fatte e per dare “spessore” alla sua campagna elettorale non trova di meglio che esercitare il suo estro letterario, accusando di oscenità le parole (che non ha ascoltato) di un vero intellettuale come Bernardo Secchi, in modo da banalizzarle e piegarle all’interpretazione di una certa opinione pubblica, ghiotta di populismo e restia alla verità. Comunque bene così: leggo sempre volentieri i suoi metaforici interventi sul blog di Grillo; specialmente ora che ha fatto una moratoria sui punti esclamativi!

 

1/2 Candidato Roberto Cennicenni

  • L’ottimo Sindaco uscente e quasi candidato ci fa invece risparmiare inchiostro, forse perché impelagato in problemi di bilancio ampiamente annunciati.
  • In questi giorni  si è fatto sentire solo per due questioni: la condanna dell’ampliamento della pista di Peretola, che fino a due anni fa aveva difeso e richiesto a gran voce come necessario per l’economia di Prato e lo sdegno verso le parole di Bernardo Secchi, arrivando però terzo dietro i suoi seguaci Barosco e Milone.

 

Insomma: prepariamoci a una campagna elettorale alla pratese; tante chiacchiere, ma inutili.

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