Un grazie a Bernardo Secchi

Il prof. Secchi, intervenuto venerdì pomeriggio al Circolo Curiel per parlare di Prato e di rigenerazione urbana, insieme all’assessore di Torino Ilda Curti, nello spazio di meno di tre ore ha reso un prezioso servizio a Prato, sintetizzando numerosi temi che complessivamente hanno il merito di mettere la città di fronte a se stessa e al suo futuro.
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Le parole di Secchi hanno fatto comprendere a tutti i limiti del nuovo piano strutturale che molti, come me, hanno provato ad analizzare nei dettagli e nei numeri, perdendo di vista il disegno complessivo che nega l’identità dei paesi che circondano Prato, come Tavola, Iolo, Casale, Tobbiana, Galciana, Paperino, San Giorgio, relegandoli a periferia indistinta senza centri riconoscibili e senza servizi, permettendo che si saldino insieme a scapito delle fasce di verde di separazione.

Le parole di Secchi hanno avuto il merito di chiarire il ruolo negativo che il ceto imprenditoriale della città ha avuto nell’evoluzione della crisi economica e nell’evoluzione urbanistica della città: prima negando la crisi del tessile, poi delocalizzando, poi pensando solo alla valorizzazione immobiliare delle fabbriche inutilizzate e infine creando un’economia dello sfruttamento che vivacchia discretamente con gli affitti di alloggi degradati e decrepiti capannoni, permettendo di conservare il benessere a una generazione di giovani rampolli di cui Edoardo Nesi è il cantore.

Le parole di Secchi (e di Ilda Curti) hanno mostrato che le problematiche vicende sociali e urbane di Prato non sono uniche ma che si inquadrano in fenomeni ben più grandi che molti pratesi non vogliono neppure conoscere, tanto da aver voluto estrapolare fuori dal loro contesto e denigrare alcune frasi di un discorso complesso e articolato rapportandole al loro limitato orizzonte e rifiutandosi di ascoltare le utili argomentazioni di un uomo chiamato a lavorare sul futuro urbano di città come Montpellier, Parigi, Bruxelles, Kortrijk, Anversa, e che ha insegnato a Milano, Venezia, Ginevra, Leuven, Zurigo e Rennes.

Le parole di Secchi hanno avuto il merito di sollecitare l’estro letterario di Fausto Barosco il quale ha estrapolato fuori dal loro contesto alcune frasi di un discorso complesso e articolato (che non ha ascoltato), piegandole ai suoi interessi di mezzo-candidato e portandole al suo abituale livello di polemica politica fino ad accusare di oscenità le opinioni di un uomo insignito della Legion d’honneur, invece che ascoltarle e provare a contraddirle in un pubblico dibattito.

Le parole di Secchi, infine, hanno anche avuto il merito di mostrare lo spessore umano e intellettuale dell’assessore Milone, il quale ha estrapolato fuori dal loro contesto alcune frasi di un discorso complesso e articolato (che non ha ascoltato), portandole al suo abituale livello di polemica politica fino ad alludere al presunto rimbambimento senile di un settantanovenne che in quanto a lucidità e capacità di comprendere la realtà risulta irraggiungibile per il sassantenne intellettuale di Sarno.

Grazie professore, e ritorni presto a Prato.

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