Falda inquietante

La falda idrica pratese, dopo decenni di sprofondamento, ora risale pericolosamente, portando con se tutto il carico inquinante accumulato ed in particolare i pericolosi tetracloroetilene e tricloroetilene.
Alcuni mesi fà, il presidente Gestri ha lanciato un allarme inascoltato, dichiarando l’intero sottosuolo della Piana sito inquinato da bonificare e chiedendo alla Regione di prenderne atto e di provvedere, invece di peggiorare la situazione con progetti come l’ampliamento dell’aeroporto. Quando Gestri ha parlato, dopo aver presentato una formale osservazione al PIT,  la Provincia, al contrario di  noi cittadini, aveva a disposizione tutti gli elementi conoscitivi sul problema dell’inquinamento della falda. Ecco l’elenco:

  • Studio Consiag ”  1957-1999: la falda pratese, oltre 40 anni di monitoraggio  e caratteristiche ambientali”  dal quale documento (non disponibile) si ricava che la presenza in falda di tetracloroetilene si registra fin dal 1993 in una serie di pozzi dislocati a Grignano, La Querce, Macrolotto 1, Galciana, Prato Nord ecc.
  • “Progetto Studio  di studio idrogeologico geochimico delle principali risorse idriche del territorio provinciale di Prato” (realizzato  nel 2010 con un incarico da 70,000 euro da Consorzio Ferrara Ricerche e l’Hydrogea Vision S.r.l. e non disponibile) dal quale si ricava che  ben 20 pozzi su 41 superano i limiti di contaminazione ai sensi del D.Lgs. 152/06 per il PCE (percloroetilene  o tetracloroetilene) e che l’inquinamento è diffuso  e grave per intensità ed estensione.
  • Rapporto ARPAT 2010 sulla qualità delle acque di falda dell’area Firenze, Prato, Pistoia che ha rilevato contaminazione da tetracloroetilene (oltre che di nitrati) nelle acque sotterranee non solo di Prato ma di tutta la Piana, riconfermando queste conclusioni in ulteriori rapporti del 2012 e 2013 (disponibili ma con dati generici e non specifici).


La Provincia da anni cerca di convincere la Regione a farsi carico del problema. Nel 2011 ha organizzato un tavolo tecnico con Regione, ARPAT, ASL 4, e Publiacqua S.p.A e Comune (che non ha partecipato) durante il quale, in due riunioni, è stato accertato che l’inquinamento da tetracloroetilene e tricloroetilene nel territorio della Provincia di Prato è da intendere come “inquinamento diffuso” secondo la definizione dell’art. 240 del D. Lgs. 152/2006 e che quindi spetta alla Regione Toscana disciplinare, con apposito piano, gli interventi di bonifica e ripristino ambientale.

Comunque risulta chiaro non si può sottovalutare il grave inquinamento di una risorsa essenziale come la falda idrica. Inoltre sicuramente occorre maggiore maggiore trasparenza, ad iniziare dalla disponibilità per i cittadini dei dati in possesso delle istituzioni e degli interventi di bonifica programmati effettivamente e non semplicemente ipotizzati in improbabili piani di tutela, esposti in migliaia di pagine, in cui la Regione Toscana è maestra.

Stato di salute delle acque sotterranee (Arpat 2013)
Dalla carta risulta chiaro come la falda della piana sia la più inquinata della Toscana.

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