L’altra metà del bosco delle Pavoniere

Sono in corso importanti interventi di recupero alle Cascine che interessano sia elementi architettonici  (Rimessa delle Barche) che ambientali (ponti e canali). Nel loro insieme contribuiranno a tutelare e restaurare un sistema paesaggistico di enorme valore storico, anche se lascia perplessi l’energica pulitura del sottobosco di una delle pochissime zone alberate di pianura di tutta la Toscana.

Uno degli elementi ambientali più interessanti della porzione delle Cascine in possesso del comune è il bosco delle Pavoniere che costituisce l’area più a Nord con accesso diretto da via Traversa il Crocifisso. Nelle antiche planimetrie compare come un recinto quadrilatero abbastanza regolare che racchiude la Casa del Guardia, ancora esistente, e un bosco attraversato da alcuni viali.
Attualmente l’alto muro di recinzione, che doveva servire ad allevare animali selvatici ed esotici  in un ambiente naturale ma senza possibilità di fuga, è ancora esistente. Al contrario il bosco risulta presente solo sulla metà orientale del quadrilatero delimitata dal Viale dei Lecci.

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Il motivo di tale mancanza è il taglio completo e ingiustificato del bosco da parte dell’Opera Nazionale Combattenti a cui la Corona aveva assegnato l’uso dell’intera tenuta delle Cascine sia per la parte sulla sponda sinistra dell’Ombrone, sia alcuni annessi della Villa medicea sulla sponda destra, con risultati molto discutibili. L’ONP, fondata nel 1922 aveva lo scopo di di reinserire nel mondo del lavoro i reduci della Grande Guerra. Il taglio del bosco delle Pavoniere aveva lo scopo di ricavare legna e superficie libera da coltivare e si doveva, nelle intenzioni, estendere anche all’altra metà del bosco e alle altre superfici alberate della tenuta.

Oggi nulla impedisce di progettare il restauro ambientale delle Pavoniere e ripristinare il suo carattere di bosco chiuso. Si tratterebbe di un intervento possibile e sicuramente meno discutibile delle stravaganti idee di chi fa eseguire “energiche” puliture del sottobosco ed ha proposto ripopolamenti di cervi e allagamenti dei canali con acque inquinate.
Sappiamo quali essenze usare per il rimboschimento e le piantine possono, almeno in parte, essere fornite dal Corpo Forestale dello Stato.
Il prato oggi esistente è pochissimo utilizzato e il rimboschimento sarebbe compatibile con l’uso delle attrezzature oggi presenti (percorso vita).
La lenta crescita di un bosco da seguire fin dagli anni della scuola, sarebbe un’esperienza di vita per tutti i giovani di oggi e adulti di domani.

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