Alberi a Prato

verde rotonda

Verde pubblico con panchine
alberi Alberi
verde pubblico Verde pubblico?
aiuola Cura del verde
boscoBoscaglia urbana
DSCF1350Decoro urbano

A Prato e in tutte le grandi città continuiamo a contare gli alberi, tagliati o messi a repentaglio con interventi impropri o potature feroci.
Vediamo anche spazi di verde pubblico realizzati senza razionalità e carenti di manutenzione.
Nonostante questo la recente Legge n.10 del 2013 sul verde urbano contiene numerose e promettenti norme sulla creazione di spazi verdi e sulla tutela del patrimonio arboreo delle città.
La legge, in una nuvola di belle parole, prevede tra le altre cose:

  • che ogni sindaco alla scadenza dell’incarico renda pubblico il bilancio arboreo, che renda conto delle nuove piantumazioni, dei tagli, e degli interventi sul verde, affinché i cittadini possano verificare l’impegno del suo mandato;
  • che in ogni città venga piantato un albero per ciascun neonato;
  • che ogni sindaco dei comuni con più di 15.000 abitanti  alla fine del mandato debba inviare  una relazione comprovante il suo  operato al Ministero dell’Ambiente.
  • che vengano censiti gli alberi monumentali e storici;
  • che venga istituita la «Giornata nazionale degli alberi» il 21 novembre.

La legge risulta burocraticamente complessa e con il coinvolgimento di troppi enti. Ma i difetti più gravi sono la totale mancanza di finanziamenti e l’assenza di sanzioni per gli inadempienti. Sono quindi convinto che la legge non verrà applicata e non mancano certo i precedenti a riguardo.

Intanto occorre dire che la “Festa degli alberi” già esisteva ai sensi dell’art. 141 del R.D. 3267/1923 anche se da 50 anni veniva ignorata.

L’obbligo della piantumazione di un nuovo albero ogni neonato già esisteva con la legge 113 del 1992 ed era stato completamente disatteso per 21 anni.

Anche il censimento degli alberi monumentali e storici già esisteva, ma l’inserimento in un’elenco come ad esempio quello degli Alberi Monumentali d’Italia realizzato dal Corpo Forestale dello Stato nel 1982 è inutile se poi nessuno è in grado di prendersene cura.

Insomma la legge 10 sembra essere creata per adempiere in modo formale e non sostanziale a direttive comunitarie e non ad essere applicata. Se poi si pensa che a vigilare su tutto questo c’è un ulteriore carrozzone presso il Ministero dell’Ambiente denominato  “Comitato per lo sviluppo del verde pubblico”, allora forse non c’è da farsi illusioni.

Soprattutto in una città, come Prato, dove le dotazioni territoriali di standard previste nell’ambito degli strumenti urbanistici attuativi dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 rispettano solo numericamente i valori previsti  e non nella sostanza della possibilità di fruizione equamente diffusa nel territorio. 

Dunque, se in molte aree della città non ci sono aree verdi, dove si potranno eventualmente piantare i nuovi alberi? Forse nelle rotatorie, nelle aiuole stradali o nelle superfici inaccessibili che  si fanno rientrare negli standard di verde pubblico? 

NB. Tutte le foto dell’articolo riguardano spazi di verde pubblico

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