Non è più un’autostrada

I pini che affiancano un tratto del Viale Leonardo da Vinci nei pressi del Museo d’arte contemporanea, sono quasi un vivente reperto archeologico, ultimi alberi di lunghissimi filari che accompagnavano l’intero tragitto della Firenze – Mare.

pini

L’autostrada costruita tra il 1928 e il 1933 era allora ad una sola carreggiata di otto metri  e la presenza  di alberi sul margine ed in particolare dei pini, che tanto piacevano nel ventennio, fu una caratteristica immutata fino agli anni ’60,  quando l’aumento del traffico rese necessario il raddoppio con l’eliminazione di interi filari. Gli alberi residui furono in seguito abbattuti a causa dei danni causati dalle radici e di altre problematiche.
I pini del viale Leonardo da Vinci sono fortunosamente  sopravvissuti proprio perché quel tratto dell’autostrada, come sappiamo,  fu “declassato”, cioè trasformato in una strada normale e sostituito da un’altro tracciato più a Sud.

Tuttavia qualcuno sembra ignorare questo declassamento e continua a considerare questa arteria stradale come un’autostrada su cui sfrecciare a 120 all’ora.  La strada in effetti è rimasto un percorso di attraversamento usato come alternativa all’autostrada e poco integrato nella viabilità cittadina. Il punto critico è rappresentato da un breve tratto su terrapieno con una sola corsia per senso di marcia che rappresenta la causa di rallentamenti e code.

Un progetto sensato potrebbe essere quello di eliminare il tratto su terrapieno, ottenendo cosi con poca spesa, la superficie necessaria a raddoppiare le corsie.
Se necessario si potrebbe verificare la possibilità di realizzare un sottopasso all’incrocio con via Roma, visto che il completo interramento sembra molto complesso. Aumentando le misure di dissuasione delle velocità eccessive e migliorando l’inserimento ambientale con nuove alberature, si riuscirebbe forse a trasformare la strada in un normale viale cittadino ben integrato nella rete viaria.

autostradaOra invece la Giunta Cenni ha predisposto un grandioso progetto che intende favorire l’incongruo carattere di strada extraurbana e prevede la realizzazione di un lungo viadotto per un tratto della “Declassata” in modo che il traffico, a velocità autostradale, possa attraversare  e sovrappassare la città. Prontamente ministri amici si sono mossi per assicurare i rilevanti finanziamenti e presto inizieranno i primi lavori.

Si sono dimenticati che questa non è più un’autostrada, è stata declassata.

S. Gioitta

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