Fiumi e argini

argine2Ecco due inedite foto degli anni ‘30 che documentano lavori all’argine destro dell’Ombrone, tra Poggetto e Poggio a Caiano, vicino al ponte Leopoldo II. In particolare si trattava di un intervento di rinforzo e di rialzamento (di oltre un metro) successivo a un’esondazione. In una delle foto si nota il pessimo stato dell’argine preesistente, di epoca lorenese o anche precedente, evidentemente danneggiato dalle piene.  Non conosco l’ente che svolgeva i lavori, ma probabilmente i  lavori furono fatti dai proprietari frontisti, visto che i Consorzi di bonifica nacquero solo con il regio decreto n. 215/1933; infatti la normativa che ancora oggi regola le competenze sul Demanio idrico è proprio di quegli anni (R.D. 1775/1933, R.D. 2669/1937) o ancora precedente (R.D. 523/1904 e R.D. 368/1904). 

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Su tali provvedimenti, ancora in vigore, si è poi innestata una complessa normativa nazionale e regionale che ha  costruito un complicato sistema di competenze sui corsi d’acqua di cui tutti gli enti si lamentano. Nonostante recenti tentativi di sistemare i vari  obblighi di controllo e di manutenzione, non mancano elementi di ambiguità e di controversia che dovrebbero preoccupare molto la cittadinanza in quanto spesso risulta complesso individuare le cause o le responsabilità di mancati interventi e disastri annunciati.
Sulle stesso corso d’acqua possono esistere tratti di II categoria (affidati alle Provincie)  e altri di III categoria  (affidati ai Consorzi di bonifica) ma per noi cittadini non è facile reperire una cartografia con tali distinzioni. Anche la sorveglianza durante le piene è affidata a enti diversi a seconda dei tratti.
I consorzi sulla cui gestione è lecito sollevare qualche dubbio, sono tenuti ad occuparsi di manutenzione ordinaria, ma non di ripristini, riparazioni, modifiche e nuove opere idrauliche.
I corsi d’acqua non classificati sono assegnati ai Consorzi ma non per l’intero tratto, perché nel centro abitato la competenza è del Comune.
I torrenti tombati sembrano sparire non soltanto alla vista, ma anche nella ripartizione delle competenze.
I recettori fognari spettano a Publiacqua, ma non sempre tale identificazione risulta condivisa.

Questi e altri elementi di ambiguità, e la costante mancanza d’informazione, non possono che preoccuparci ad ogni allerta meteo.

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