Mi piace il Movimento 5 stelle, però… (3)

Mi sembra doveroso aggiornare in positivo le mie impressioni personali sul M5S alla luce dei recenti sviluppi che hanno visto l’avvio di un faticoso processo di riunificazione dei due gruppi esistenti.
Da simpatizzante avevo lamentato  la mancata volontà di ricomporre la frattura in due gruppi, la mancanza di presa di posizione su temi centrali per il futuro della città, la mancanza di un salutare passo indietro dei protagonisti del 2009, la scelta sbagliata del candidato sindaco da parte del gruppo 134, di Barosco, eterno candidato ed eterno portavoce che faceva sembrare, a torto o a regione, poco collegiale e poco democratica la gestione del movimento.

fausto-baroscoL’ intervento del “Comitato Centrale”- “Staff”, sarà stato dettato dalla casualità o da varie e serie considerazioni che non conosco, ma mi piace pensare che al rimescolamento delle carte abbiano contribuito gli ultimi interventi di Barosco sul blog del M5S ed in particolare l’elegia civile “Via Toscana: 7 morti” scritta a bare aperte e con evidente sprezzo delle convenzioni letterarie, mentre la nera spirale, non più di fumo ma di parole insincere, si sollevava dalla fabbrica bruciata di via Toscana, densa di accuse e di responsabilità negate.

Per chi lo avesse perso ecco il componimento in versione integrale:

Via Toscana: 7 morti

“7 persone sono morte bruciate vive
7 persone mangiavano, dormivano, lavoravano, dentro ad 1 capannone
1 capannone come tanti a Prato
7 cinesi come tanti a Prato
E VOI, IPOCRITI
Voi che non avete MAI fatto NULLA
Voi che per anni avete accettato uno status quo, dietro quel finto buonismo della sinistra
Voi che che dite: “i cinesi di adesso sono i pratesi di una volta, anche i pratesi mangiavano e dormivano tra i telai”
VOI, questi morti sono VOSTRI: IPOCRITI, simil-intelettual-borghesi che quando parlate il vostro alito puzza di boria nauseabonda.
Voi che vi stracciate le vesti, Voi che non capite o non volete capire.
Voi che vi piegate a presentare un libro sui cinesi di Prato scritto in cinese e non sapete nemmeno cosa c’è scritto!!!!!!!!!!
Voi che stringete accordi con il governo cinese per realizzare case popolari cinesi !!!!!!
Voi che non volete conoscere, non volete sapere o forse sapete anche troppo.
Voi, che quando uno parla di legalità è fascista
Voi, che quando uno parla di controlli efficaci ad hoc allora è razzista.
Voi, che dovete tenere in considerazioni i rapporti col governo cinese.
Voi, che usate i cinesi per far campagna elettorale
Voi, che dovreste risolvere e non risolvete
VOI, IPOCRITI.”

Ricorda senza dubbio la poesia brechtiana: i versi si misurano con la dura realtà, prendendo posizione con nettezza contro l’ipocrisia “borghese”. Il linguaggio rifugge da ogni suggestione analogica, e da ogni raffinatezza formale, ma utilizza con civile consapevolezza, le figure della retorica classica per adempiere al proprio compito di denuncia contro gli intellettuali. Notevoli sono anche i riferimenti moderni e antichi, da Iannacci al Vangelo di Matteo. Dunque poesia civile e politica che prende spunto dalla cronaca, per giungere a esiti eloquenti, fino alla deformazione di marca espressionistica attraverso l’impiego dell’invettiva.

Troppa eloquenza.
Troppa cultura per quelli dello staff di Grillo.

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