Ipocrisia


Mi irrita profondamente dover difendere le giunte di sinistra che si sono succedute a Prato prima di Cenni.
Da elettore di sinistra ho sempre vissuto con disagio l’ambigua azione dei sindaci  DS, PDS, PD.
Ho detestato la cieca politica urbanistica improntata all‘accordo accondiscendente con i 
 detentori della rendita fondiaria e all’indifferenza per gli spazi urbani.
Ho visto,  dall’esterno,  la chiusura della classe dirigente con elementi classisti, oligarchici e addirittura etnici.
Ho lamentato l’abuso di esternalizzazioni spacciate per miglioramenti dell’efficienza amministrativa.
Ho potuto accertare l’enorme disinteresse verso il patrimonio storico passato e recente e la tutela del paesaggio.
Ho potuto apprezzare l‘inutile l’ipocrisia buonista nei confronti degli immigrati
Ho capito la profonda degenerazione dell’amministrazione e della democrazia causata dalla presenza di enormi aziende partecipate, gestite con metodi clientelari e mafiose, proprio perché portate fuori dall’amministrazione pubblica.

foto-1Tuttavia non riesco a capire, all’interno di discutibili interventi sulla rete, le recriminazioni e le accuse di tanti benpensanti che addossano alle amministrazioni di sinistra l’arrivo di una gran quantità di stranieri a Prato e soprattutto di cinesi.  Sembrerebbe, dalle loro parole, che gli assessori di Prato negli anni ’80 si siano preoccupati di invitare, ospitare e consigliare le migliaia di cittadini cinesi giunti in città. Forse maledicono i “comunisti” per aver consentito l’accesso a scuola dei bambini e alle cure sanitarie dei malati, ma questo era ed è previsto dalle norme nazionali. Magari criticano i buoni rapporti che l’amministrazione tentava di avere con i rappresentati ufficiali della repubblica cinese, ma questo tuttavia non mi sembra cambiato con Cenni.  Forse li condannano per non aver fatto i controlli che ora fa l’assessore Milone, ma questo non è del tutto vero: i controlli, ora interforze e sbandierati davanti alle telecamere, venivano fatti anche prima nei limiti dei mezzi disponibili;  io stesso, dipendente comunale, ho partecipato intorno al 2004  ad irruzioni all’alba con verbali, accertamenti, identificazioni e demolizione delle strutture abusive.

Ora di fronte agli incendi e alle tragedie queste accuse e recriminazioni debordano, senza la possibilità di approfondire e argomentare e l’ipocrisia mi sembra abbondante da qualsiasi parte mi giri.
A me sembra che i cinesi sono arrivati in così gran numero perché le condizioni economiche lo consentivano: inizialmente richiesta di manodopera a basso costo, poi offerta di grandi spazi sfitti a causa della crisi: sono stati qundi accolti a braccia aperte, non tanto dall’Amministrazione, quanto dagli industriali, tanto che secondo la vulgata il primo nucleo di cittadini cinesi fu ospitato dalla Cassa di Risparmio in un immobile di via Zarini che per il momento non sono riuscito a identificare.
Infine due superficiali osservazioni.

    1. La tragedia del Macrolotto sarà utilizzata a scopo elettorale da vampiri politici?
      Certamente sì.

    1. Negli appassionati commenti che leggo su facebook relativi al tragico incendio di via Toscana, noto  gli stessi pratesissimi cognomi che leggo, per lavoro,  tra gli affittuari (e venditori) degli alloggi e dei capannoni utilizzati dagli stranieri, spesso privi di importanti requisiti igienici e di sicurezza e spesso unica, ma sostanziosa, fonte di reddito per “gloriose” dinastie tessili e mi chiedo: ma sono le  stesse persone? Forse sì !

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