Un pratese dimenticato

 
È possibile che un importante artista del Rinascimento sia stato completamente dimenticato?

Dmenico Giunti

Ritratto di Domenico Giunti fatto da Fermo Guidoni, 1560; copia del XVIII sec – Palazzo Comunale.

Sicuramente così è stato per Domenico Giunti o Giuntalodi,  nato a Prato nel 1505 e morto a Guastalla nel 1560. Fu architetto e urbanista del periodo manierista, il più importante tra quelli attivi a Milano a metà del XVI secolo. Operò al servizio di Ferrante Gonzaga, una delle personalità più in vista della penisola, condottiero militare e Capitano Generale dell’imperatore Carlo V. 

I ritratti di Domenico Giunti, che lavorò sempre lontano da Prato, campeggiano da secoli nell’ufficio del sindaco  e nel salone consiliare, come benefattore della città, a cui lasciò tutti i suoi averi. Nonostante tutto questo non è ricordato né da una via di Prato, né da una voce su Wikipedia e neppure da una monografia riccamente illustrata, riconoscimenti che ormai non si negano a nessuno.

A questa sfortuna storica hanno contribuito: la circostanza che molte sue opere sono scomparse, il giudizio assai critico di Giorgio Vasari e l’abitudine pratese di non vedere niente che vada oltre il Calice, l’Ombrone e il casello di Firenze Nord.

In allegato una nota storica inedita, più completa sulla vita e l’opera dell’artista pratese.

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Domenico Giuntalodi

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