Trasformazioni urbane a Prato

Prato ha bisogno di innovazioni e idee per ribaltare quello che sembra un inevitabile futuro di declino.

Le riconversioni delle aree industriali dismesse possono essere  un potenziale motore non solo del rinnovamento esteso all’intero tessuto urbano ma anche della rinascita economica ?
Sì, purché si prenda coscienza di come avvengono tali trasformazioni negli altri paesi europei e si evitino gli errori del passato come dimostra anche l’impietoso confronto con altri centri urbani europei investiti dalla crisi industriale.

DEGRADO8In un momento (pre-elettorale) in cui si moltiplicano le iniziative e i solleciti alla partecipazione dei cittadini con proposte e indicazioni, anch’io, da buon dilettante, mi voglio cimentare in questo nuovo sport civico a rischio di sembrare presuntuoso e velleitario. Pur pessimista sulla possibilità che qualcuna di quelle forze politiche che sollecitano la partecipazione civile voglia interessarsi della questione, voglio ugualmente sviluppare analiticamente i seguenti punti programmatici con proposte operative mirate a fare in modo che le future trasformazioni urbane siano fattori di sviluppo e riqualificazione e non di degrado urbano.

  • Fermare da subito il consumo di suolo per nuove edificazioni (proposta n.1).
  • Far prevalere l’iniziativa pubblica nelle trasformazioni con l’istituzione di un apposito Ufficio Progetti di Trasformazione Urbana  (proposta n.2).
  • Evitare di lasciare tutti i vantaggi agli investitori privati mediante la predisposizione di Piani d’iniziativa pubblica che prevedano, a monte, quello che la collettività vuole da una trasformazione (proposta n.3).
  • Avere come fine ultimo la qualità architettonica, e soprattutto quella degli spazi urbani, imponendo anche ai privati l’uso del concorso di architettura  (proposta n.4).
  • Privilegiare il riuso e il recupero alla demolizione e ricostruzione , implementando con norme specifiche gli strumenti urbanistici. (proposta n. 5)

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