Democrazia, opposizione, stampa

La  democrazia è un argomento più complesso e difficile di quanto ci piacerebbe che fosse.
Per quel che mi riguarda, da modesti e lontani studi mi è rimasto chiaro un facile concetto, quasi un luogo comune: in democrazia l’opposizione e la libera stampa hanno l’importante ruolo di controllare e pungolare chi governa.
Ques
to nell’Italia degli ultimi decenni non sempre si è verificato. L’opposizione soffre e langue sempre nella depressione della sconfitta, estenuandosi in lotte intestine, come a lungo ha fatto il PD per esempio, impegnandosi superficialmente nei compiti che l’elettorato ha assegnato.
La gran parte della stampa quasi sempre si limita alla superficie dei fatti senza approfondire, come mostra impietosamente Report, oppure si atteggia a giudice infallibile come il benpensante, cerchiobottista Corriere.

Anche a Prato la situazione non cambia. Anche a Prato l’opposizione è “poco” incisiva, limitando la propria azione a qualche innocua interrogazione consiliare, con il PD perduto da anni dietro rivalità che si rinnovano nonostante il cambio generazionale, con l’Idv impegnato in una difficile transizione e senza la forza di incidere, con finte opposizioni sorte solo per motivi elettorali, con la sinistra che, fuori dal Consiglio Comunale, si è chiusa in spazi di dibattito limitati e impermeabili agli umori della città. Anche il M5S sembra uscire dal suo carattere autoreferenziale solo ora, in vista delle elezioni amministrative.

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Non parliamo, per pudore, della stampa locale persa tra la mera cronaca, il servizio di ufficio stampa gratuito offerto a istituzioni e enti cittadini e il tentativo di riempire spazi d’informazione con un’orrendo sciocchezzaio.
Per tenersi informati su quello che realmente succede in città non resta che il blog Libe@mente , forse unica voce libera che supplisce alle carenze della stampa e anche  dell’opposizione.
Chi può dire, per esempio, di aver documentato la “cattiva” gestione dell’ASM, di aver messo in luce i “disservizi” del Tribunale, di avere esposto con chiarezza i problemi dell’amministrazione cittadina o  di aver sollevato la propria voce
 contro l’oligarchia imprenditoriale cittadina ?
Spesso sono in disaccordo nel merito, ma non posso fare a meno di ammirare chi, fuori dal coro, fa il lavoro che la Democrazia assegna ad altri, che invece latitano.

Stima dunque a Vittorio Giugni, stampella della Democrazia,  a Prato.

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