Consorzio di Bonifica Ombrone Pistoiese – Bisenzio

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Inevitabilmente ogni anno a Ottobre torna l’emergenza idrica e la preoccupazione per lo stato dei nostri corsi d’acqua. Ogni cittadino che, come me, ha la propria residenza vicino a un qualsiasi fiumiciattolo non può evitare di chiedersi se nell’estate siano stati ripuliti gli alvei e riparati i danni alle sponde causati dalle piene della cattiva stagione.
La tutela e la manutenzione di argini, fossi, casse d’espansione e altre opere idrauliche sono affidate a  tanti enti diversi e questo non rassicura.

Uno di questi enti, il Consorzio di Bonifica Ombrone Pistoiese – Bisenzio, mi incuriosisce da lungo tempo anche a causa dei contributi che chiede e riscuote dai cittadini per circa 6.920.000 euro (previsione 2013)  e che costituiscono la gran parte delle sue entrate.

Per avere un’idea dell’efficacia di questo ente si può consultare il bilancio di previsione del 2013.
Il Consorzio prevede di spendere, in tutto l’anno 2.932.000 euro, per lavori di manutenzione, riparazione e messa in sicurezza, soprattutto del reticolo idraulico dei corsi d’acqua minori, per la gran parte da appaltare a ditte esterne.
Altre spese sono quelle per stipendi del personale (per la maggior parte impiegati) e indennità degli amministratori (2.787.700 euro).
Il bilancio è poi completato da uscite per 2.067.500 euro per spese generali e varie (consulenze, spese di riscossione, cancelleria, bollette, spese telefoniche, automezzi, assicurazioni ecc.).

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Dunque il Consorzio riesce a destinate al suo specifico scopo istituzionale solo poco più di un terzo delle sue risorse. Sarebbe come se il settore Lavori Pubblici di un comune costasse, per la gestione, il doppio dell’importo dei lavori che riesce ad appaltare.
Se un’impresa privata facesse altrettanto sarebbe diretta da pazzi.

Forse anche  altri enti che si occupano di sicurezza idraulica seguono lo stesso modello operativo?
Tutto questo non mi lascia affatto tranquillo.

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